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GIORNALISTA UCCISO 20 Agosto Ago 2014 1932 20 agosto 2014

Foley, i genitori: «È un martire della libertà»

La madre: «Mi ha ricordato Gesù. Ha avuto coraggio fino in fondo».

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Il giornalista 40enne James Foley.

Dolore, ma anche orgoglio per un figlio morto come un «martire della libertà».
È il pensiero di John e Diane Foley, genitori di James, giornalista decapitato da un miliziano dell'Isis dall'accento britannico.
Secondo la mamma «ha mostrato coraggio fino in fondo. Ha portato testimonianza. Mi ha ricordato Gesù».
«MAI COSÌ ORGOGLIOSI». I Foley su Facebook avevano scritto: «Non siamo mai stati così orgogliosi di nostro figlio. Ha dato la sua vita cercando di far conoscere al mondo la sofferenza del popolo siriano».
Il giorno dopo la pubblicazione del video hanno ricevuto la telefonata di condoglianze del presidente Barack Obama.
Jim era stato rapito nell'autunno 2012 in Siria.
«NON SI SOTTOMISE MAI». In mano agli stessi rapitori era finito anche il giornalista francese Didier Francois, liberato nel 2014. Che ha raccontato di un compagno di prigionia «straordinariamente solido», anche nei momenti più difficili e sempre pronto ad aiutare gli altri.
«Non si è mai totalmente sottomesso ai rapitori», ha detto, «e chiedeva sempre del cibo per tutti».
Per i primi 16 mesi della sua prigionia i genitori non ne avevano avuto notizie, ha scritto David Rhode, il giornalista due volte Pulitzer a sua volta prigioniero in Afghanistan dei talebani.
ERA PROFONDAMENTE CATTOLICO. Come i genitori, anche Jim era profondamente cattolico: allievo di Marquette, una università gesuita, si era aiutato durante la prigionia libica recitando il rosario.
Nell'aprile 2013, quando la sua scomparsa era stata confermata ma dove fosse il giovane era ancora un mistero, Diane aveva confidato al Catholic Herald che dalle vicissitudini di quei giorni «la sua fede era riuscita rafforzata perché è la nostra speranza. Che Dio protegga il nostro Jim».
LA FAMIGLIA DI SOTLOFF: «SALVATELO». Un dolore che si unisce a quello di un'altra famiglia, i genitori di Steven Sotloff, il giornalista che compare nel video dell'Isis, ancora nelle mani dei terroristi. Per loro c'è ancora una speranza a cui aggrapparsi. Per questo hanno implorato il presidente Usa Barack Obama di salvare il figlio «con qualunque mezzo necessario».

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