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EPIDEMIA 21 Agosto Ago 2014 1531 21 agosto 2014

Ebola, il medico statunitense Kent Brantly è guarito

Il dottore americano infettato è salvo col siero sperimentale.

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Il medico guarito dall'Ebola Kent Brantly.

All'indomani del tragico bilancio sulle vittime di Ebola, che secondo l'Oms il 20 agosto contava 1.350 morti, è arrivata una buona notizia.
Kent Brantly, il medico statunitense 33enne infettato dal virus in Africa e ricoverato ad Atlanta, è guarito dall'epidemia grazie al siero sperimentale Zmapp.
Brantly è stato dimesso dall'Emory University Hospital insieme con l'infermiera di 59 anni Nancy Wristebol, anche lei curata con lo stesso vaccino. Entrambi erano stati contagiati mentre prestavano assistenza medica missionaria ai malati di febbre emorragica in Liberia e il 21 agosto sono stati dichiarati sani dagli esperti, che li hanno rimandati a casa dopo settimane in isolamento.
NESSUN PERICOLO. «Le loro analisi del sangue sono risultate negative al virus per più giorni, i due pazienti non rappresentano un rischio per la salute pubblica della comunità, e ci aspettiamo una completa ripresa», ha detto il direttore di malattie infettive dell'Emory, Bruce Ribner.
«GIORNO MIRACOLOSO». Il medico guarito ha chiesto al mondo di «non dimenticarsi dei Paesi più colpiti: oggi è un giorno miracoloso, perché ho pregato un Dio che risponde alle preghiere. Sono grato a tutto il personale medico che si è occupato di me».
VACCINO SPERIMENTALE. A Brantly, sopravvissuto a un virus che ha una mortalità compresa tra il 60 e il 90% dei casi, è stato somministrato un vaccino sperimentale mentre era ancora in Liberia e una unità di sangue proveniente da un 14enne sopravvissuto a Ebola. Alla stessa cura è stata sottoposta anche Nancy Writebol, la missionaria appartenente alla stessa organizzazione, rientrata negli Stati Uniti dalla Liberia dove ha contratto la malattia.
Se è ancora un mistero come i due missionari della organizzazione cristiana Samaritan Purse siano stati contagiati in Liberia, rimane altrettanto indefinito il contributo dato alla loro guarigione dal siero sperimentale Zmapp: «Non sappiamo assolutamente che ruolo il siero abbia giocato nella loro ripresa - ha precisato Bruce Ribner - non sappiamo se il composto abbia aiutato o non abbia fatto alcuna differenza».
L'EMERGENZA CONTINUA IN AFRICA. L'emergenza però continua ad aggravarsi in Africa occidentale: Medici Senza Frontiere hanno affermato che «la gestione dell'epidemia è un completo disastro». Emergency ha fatto sapere che in Sierra Leone, dove secondo dati ufficiali ci sono almeno 783 casi accertati, gli ospedali sono al collasso (52 operatori sanitari sono stati infettati dal virus e 28 di loro sono morti) e a Freetown solo due strutture restano aperte.

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