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RIVELAZIONI 21 Agosto Ago 2014 0650 21 agosto 2014

James Foley, fallito blitz per liberarlo dall'Isis

Operazione effettuata a luglio. Sul luogo non c'erano i prigionieri.

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Il giornalista James Foley.

Con un blitz autorizzato dal presidente Obama, le forze speciali Usa hanno tentato all'inizio di luglio di liberare il giornalista James Foley e altri ostaggi americani detenuti in Siria dagli jihadisti dell'Isis, ma l'operazione non è andata a buon fine perché gli ostaggi non erano nel luogo in cui il commando ha fatto irruzione.
KIRBY ALLO SCOPERTO. La rivelazione è arrivata direttamente dal Pentagono, all'indomani della diffusione del terribile filmato della decapitazione di Foley. Gli Usa «di recente hanno condotto un'operazione per liberare ostaggi americani detenuti in Siria» dall'Isis, ha reso noto l'ammiraglio John Kirby, portavoce del dipartimento della Difesa. Ma «sfortunatamente la missione non ha avuto successo. Gli ostaggi non erano presenti nel luogo preso di mira».
All'operazione, ha quindi precisato, hanno partecipato forze aeree e terrestri. Kirby non ha fornito dettagli, ma secondo quanto hanno detto alti funzionari dell'amministrazione citati in forma anonima dal Washington post, al blitz hanno preso parte decine di militari delle forze speciali, di quasi ogni arma, e uno di loro è rimasto ferito nel corso di una feroce battaglia con i miliziani dell'Isis.
ALMENO CINQUE MILIZIANI UCCISI. Altre fonti di stampa hanno affermato che l'operazione è scattata il 4 luglio e che almeno cinque miliziani sono rimasti uccisi. Il blitz, hanno detto le fonti del Post, è stato tentato «questa estate», dopo che almeno sei ostaggi occidentali erano stati liberati dai militanti islamici ed erano stati contattati e interrogati dall'intelligence Usa.
«Il presidente ha autorizzato all'inizio dell'estate un'operazione per tentare di liberare cittadini americani detenuti dall'Isis», ha detto un alto funzionario, aggiungendo che «avevamo una serie di informazioni di intelligence sufficienti per metterci in condizione di agire».
OPERAZIONE AGGRESSIVA E VELOCE. I militari si sono mossi quindi «in modo davvero aggressivo e davvero veloce, ma purtroppo l'operazione non ha infine avuto successo perché gli ostaggi non erano detenuti nel sito».
Si tratta della prima operazione militare condotta da forze Usa in Siria di cui si abbia notizia e, successivamente, la portavoce del Consiglio per la Sicurezza nazionale della Casa Bianca, Caitlin Hayden, ha precisato che l'amministrazione non aveva alcuna intenzione di renderla nota.
«Una ampia preoccupazione per la sicurezza degli ostaggi e per la sicurezza operativa rende imperativo che sia mantenuta la massima segretezza possibile» su azioni di questo tipo, ha affermato. Ma «oggi siamo venuti allo scoperto quando oramai era chiaro che numerosi media si preparavano a riferire dell'operazione e che non avremmo avuto altra scelta che confermare» le notizie.

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