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ACCERTAMENTI 21 Agosto Ago 2014 1630 21 agosto 2014

Sub morti a Grosseto, nelle bombole c'era monossido di carbonio

Tracce letali anche nel sangue. Unico indagato il n.1 del diving.

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Gialunca Trevani e Enrico Cioli, due dei tre sub morti nel mare di Grosseto.

Tracce di monossido di carbonio sarebbero state rilevate nelle bombole utilizzate dai tre sub umbri morti durante un'immersione alle isole Formiche di Grosseto il 10 agosto.
Analoghe tracce sarebbero state rilevate anche nel sangue dei tre sub.
È quanto è emerso dagli accertamenti disposti dalla procura di Grosseto che indaga sui decessi.
Le tracce rilevate sarebbero state in misura letale.
I risultati degli esami sulle bombole, effettuati da una ditta di Osio (Bergamo), sono pronti a essere ufficializzati il 22 agosto.
SONO MORTI AVVELENATI? Già le autopsie effettuate il 13 agosto avevano contemplato, tra le ipotesi, che i tre sub, Gianluca Trevani, 35, Enrico Cioli, 37, e Fabio Giaimo, 57 anni, potessero essere morti avvelenati.
Rimane ora da capire come sia stato possibile che le bombole contenessero monossido di carbonio: se il problema ha riguardato le apparecchiature per caricarle o l'ossigeno stesso, se l'errore sia stato umano, se si sia verificato a terra, nel diving, o se le bombole possano essere state ricaricate a bordo dell'imbarcazione con cui i sub si erano recati alle Formiche.
NECESSARIE ALTRE INDAGINI. Motivo per cui saranno necessari ulteriori attività investigative.
Fino a oggi unico indagato dalla procura di Grosseto, come atto dovuto - ma non è escluso che altre persone possa essere coinvolte -, è il responsabile del diving Abc di Talamone, che avevo messa a disposizione le bombole.
Il suo avvocato, Riccardo Lottini, ha intenzione di presentare un'istanza per effettuare accertamenti su tutte e 30 le bombole sequestrate dalla procura, non solo su quelle dei sub morti, e anche sui computer che le tre vittime avevano al polso per le immersioni.

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