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TENDENZE 22 Agosto Ago 2014 1050 22 agosto 2014

Ice Bucket Challenge e gli altri video virali della Rete

I tormentoni della Rete: dalla doccia gelata a Happy.

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Doveva essere una campagna di raccolta fondi per la ricerca sulla Sclerosi laterale amiotrofica (Sla), ma l'Ice Bucket Challenge s'è presto trasformato in una moda planetaria che ha coinvolto tutti: dai politici alle star fino alla gente comune.
Non è, però, la prima volta sul web esplode la tendenza di realizzare video che poi rimbalzano da una parte all'altra del mondo, a conferma che c'è sempre voglia di un po' di sano cazzeggio (anche se con la scusa di fare una buona azione).
IN PIEDI PER WILLIAMS. Per esempio, alla morte di Robin Williams è stato un susseguirsi di persone in piedi su tavoli e scrivanie in stile L'attimo fuggente. Prima c'era stata la campagna anti-razzista lanciata da Dani Alves che s'è mangiato la banana che qualche pessimo tifoso gli aveva lanciato in campo. Oppure le risate delle donne turche che hanno sfidato il videpremier.
BALLETTI SUL WEB. Ma nella classifica del cazzeggio fine a se stesso ci sono stati i tormentoni Happy e Harlem Shake che hanno fatto ballare milioni di persone senza uno scopo preciso, se non quello di un po' di puro divertimento.
Ecco una raccolta dei video (e foto) virali di successo.

1. Ice bucket challenge: doccia gelata contro la Sla

L'ultimo tormentone online è l'Ice bucket challenge, la doccia gelata per la raccolta fondi contro la Sla a cui ha partecipato anche il premier Matteo Renzi.
Come funziona? Per prima cosa per partecipare è necessario essere 'nominati' da qualcuno. Poi, raccolta la 'sfida', basta prendere un secchio d'acqua rigorosamente gelata (per dimostrare che non sia a temperatura ambiente serve far vedere qualche cubetto di ghiaccio) e rovesciarselo addosso. Quindi si sfidano altri personaggi a fare altrettanto. Chi si rifiuta è costretto a fare una donazione alla ricerca contro la Sla (di solito chi partecipa fa, però, un versamento all'associazione).
In meno di un mese sono stati raccolti oltre 30 milioni di euro.
Ironia della sorte è il triste destino di Corey Griffit, co-fondatore dell'Ice Bucket Challenge pro Sla che è annegato nel Massachusetts.

2. Banana contro il razzismo: l'idea partita da Dani Alves

In primavera a diventare virale erano state le banane, trasformate il simbolo contro il razzismo. Bastava filmarsi con il frutto tra le mani, sbucciarlo e mangiarselo per dare la propria spallata ai razzisti.
A rendere virale il gesto è stato Dani Alves, difensore del Barcellona che si era visto piovere in campo una banana durante una partira. Invece di protestare o ritirarla sugli spalti, se l'era mangiata in tutta fretta.
Immediate le reazioni del mondo, con il gesto del giocatore che ha riscosso successo in ogni angolo del Pianeta. Lo stesso Alves, poi, ha confessato che l'idea era stata condivisa con Neymar: il primo dei due che fosse stato vittima di un lancio di banana l'avrebbe mangiata direttamente in campo.
In Italia, pure il premier Matteo Renzi e l'ex commissario tecnico della Nazionale Cesare Prandelli si fecero immortalare mentre mangiavano la banana dando il loro contributo contro il razzismo.

3. Morto Williams: in piedi sui tavoli come ne L'attimo fuggente

La morte di Robin Williams non ha lasciato indifferenti i suoi fan (ma non solo). E per salutare l'attore americano, suicidatosi l'11 agosto, sono spuntati foto e video di utenti in piedi sui tavoli proprio come fece Williams nel film L'attimo fuggente nel panni del professore Keating.
L'attore insegnava ai suoi alunni di cambiare prospettiva per comprendere meglio la vita: alla fine, come gli studenti del film di Williams, il suo pubblico l'ha preso in parola salendo su ogni tavolo a portata di mano.

4. Harlem shake: 15 secondi di ballo in totale follia

Nel 2013 c'è stato l'Harlem shake che in poche settimane ha generato centinaia di video. Il tormentone che ha fatto il giro del web era un estratto di 30 secondi dal singolo del dj newyorkese Baauer: i primi 15 secondi erano ballati in assoluta calma, i restanti 15 erano un'esplosione di creatività e movimenti con i protagonisti liberi di scatenarsi.
A lanciare la moda è stato Filthy Frank, uno studente 19enne che in poco tempo ha realizzato 20 milioni di visualizzazioni. Immediato il successo, con conigliette di PlayBoy, dipendenti di Google e giocatori della Juventus a imitare il ballo.

5. Happy: la danza per dimostrare di essere felici

Più recente è il tormentone che ha preso spunto dal brano Happy di Pharrell Williams e che s'è trasformato in un video virale grazie a migliaia di utenti. In italia si sono visti ballare al ritmo della canzone che ha ottenuto una candidatura ai premi Oscar 2014 nella categoria alla migliore canzone, i dipendenti della Fiat, i giocatori del Siena, ma pure i detenuti del carcere di Enna.
In Iran, però, Happy è costata l'arresto per sei giovani che avevano pubblicato il video mentro ballavano. Negli Usa, invece, a una 32enne è andata peggio: la giovane aveva appena pubblicato su Facebook un selfie con un post dove spiegava che «la canzone Happy mi fa felice» quando è restata vittima di un incidente.
La 32enne americana, infatti, stava guidando in autostrada e la distrazione le è stata fatale.

6. Ridere e resistere: i sorrisi delle donne turche

In Turchia per sfidare il vicepremier Bulent Arinç, secondo cui «la donna sa ciò che è peccaminoso e non deve ridere in pubblico», le cittadine turche hanno risposto con video e selfie in cui compaiono mentre ridono. Su Twitter le utenti hanno scelto i due hashtag #kahkaha e #direnkahkaha (ridere; resistere e ridere) per inondare il web di scatti. E in breve tempo è arrivato il dietrofront del politico conservatore che ha spiegato come le sue parole sono «state estrapolate da un contesto più ampio». Eppure la sua precisazione non ha fatto che inasprire le polemiche, visto che poi ha aggiunto: «Sono sorrisi di gente che va in vacanza con l'amante, lasciando il marito a casa».

7. Scarpe contro il machismo dei politici islamici

Sempre dalla Turchia, poi, è arrivata la campagna contro il 'machismo' dei politici islamici che governano il Paese. Decine di donne, ma anche di uomini, hanno aderito all'iniziativa #geliyorterlik (#arrivalaciabatta), pubblicando sulla Rete le foto delle loro scarpe o pantofole pronte per essere lanciate.
Il movimento spontaneo si è ispirato al gesto della deputata femminista dell'opposizione Aylin Nazhaka che in parlamento, aggredita verbalmente dai colleghi del partito islamico Akp del premier Recep Tayyip Erdogan mentre presentava una iniziativa per le donne vittime di violenze, ha fatto il gesto di prendere una scarpa per lanciarla contro di loro.

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