Immigrati Calabria 131203115301
TRAGEDIA 23 Agosto Ago 2014 1516 23 agosto 2014

Immigrazione, in Libia decine di vittime nell'ultimo naufragio

Barcone affonda: almeno 20 morti.

  • ...

Alcuni migranti a bordo di un barcone.

Affiorano i primi corpi della nuova tragedia del mare, avvenuta nella serata del 22 agosto davanti alle coste di Tripoli, in Libia.
Le autorità locali, ha scritto il sito al Jazeera, hanno comunicato che sono almeno 20 i corpi recuperati, mentre restano ancora 200 i dispersi dell'affondamento del barcone carico di migranti subsahariani diretto verso le coste europee: 16, invece, le persone tratte in salvo dai soccorsi.
A BORDO SOMALI ED ERITREI. Le vittime sono in maggioranza somali ed eritrei. Tra loro anche un bambino di 18 mesi.
Per l'esattezza, i dispersi avrebbero fatto naufragio a Guarakuzi, località una sessantina di chilometri a Est di Tripoli, dalla quale sarebbero partiti nella notte tra il 21 e il 22 agosto, ma subito dopo la loro imbarcazione si era rovesciata in mare.
La tragedia è solo l'ultima di una lunga serie proseguita in questi ultimi mesi estivi, con la morte e la scomparsa in mare di numeri imprecisati di persone.
IL CAOS NEL PAESE FAVORISCE GLI SCAFISTI. A favorire le partenze dalla Libia il caos che regna nel Paese, dove è ormai guerra civile tra le milizie islamiste che fanno capo al Califfato islamico di Bengasi e all'Operazione Alba a Tripoli, e quelle che le combattono insieme all'ex generale Khalifa Haftar.
In questo quadro, i trafficanti di uomini hanno gioco facile nel portare avanti i loro lucrosi affari, imbarcando ogni volta centinaia di disperati dal sub-Sahara e dal Corno d'Africa.
Spesso intercettati e salvati dalle forze navali italiane dell'operazione Mare Nostrum, ma altre volte destinati a morire senza che nessuno si accorga di loro.
Altri sono stati di recente soccorsi anche da pescatori o dalla guardia costiera tunisina, come i 75 migranti partiti dalla Libia e salvati l'altro il 22 agosto dopo cinque giorni alla deriva senza scorte.

Correlati

Potresti esserti perso