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MEDIO ORIENTE 24 Agosto Ago 2014 1842 24 agosto 2014

Liberato giornalista Usa: fu rapito in Siria

Rilasciato un tedesco. «Pagato il riscatto».

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L'ultima immagine di Peter Theo Curtis.

È stato liberato dopo due anni dalla sua scomparsa nel Sud della Turchia un giornalista americano, Peter Theo Curtis.
Lo ha riferito il canale in inglese della tivù panaraba al Jazeera, affermando che il reporter, scomparso ad Antakia nell'ottobre 2012, era poi stato rapito in Siria.
RAPITO NEL 2012. La notizia della liberazione di Curtis arriva a pochi giorni dalla diffusione di un video diffuso da jihadisti dello Stato islamico, presenti in Siria e in Iraq, in cui mostrano l'uccisione del giornalista americano James Foley, anche lui catturato in Siria alla fine del 2012.
«MI HANNO TRATTATO BENE». La tivù panaraba ha spiegato che Curtis, una volta liberato, è stato consegnato al personale delle Nazioni Unite in Turchia. Il reporter ha detto di esser stato trattato bene, «di avere avuto a disposizione tutto, cibo, vestiti e persino amici».
LIBERATO ANCHE UN TEDESCO. Nel frattempo fa discutere un'altra liberazione (avvenuta a giugno ma resa nota il 24 agosto), quella di un 27enne tedesco che dal Land del Brandeburgo, nell'estate del 2013, era partito per la Siria finendo - come Foley - nelle mani dell'Is.
«BERLINO HA PAGATO IL RISCATTO». Ai genitori in primavera era stato inviato un video: il tedesco era in ginocchio insieme a due altri ostaggi, con un cartello su cui era scritta la richiesta di riscatto. Davanti a loro una fossa, dietro i boia incappucciati e armati. Poi uno sparo alla nuca di uno degli altri due sequestrati. Secondo il settimanale Welt am Sonntag, Berlino avrebbe pagato il riscatto. Una linea ben diversa da quella della fermezza tenuta da Washington.

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