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DECAPITAZIONE 25 Agosto Ago 2014 1140 25 agosto 2014

Il video di Foley? Per gli esperti è una messa in scena

Analisti citati dal Times: il reporter ucciso solo a telecamere spente.

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Può essere stata una messa in scena, per chiari motivi di propaganda, il video in cui avviene la decapitazione del giornalista americano James Foley da parte di un militante dell'Isis.
È quanto hanno affermato, secondo il Times, gli esperti di una società internazionale di ricerca forense che hanno rivelato come il filmato di quattro minuti e 40 secondi sia stato fatto ricorrendo a trucchi e post-produzione.
Questo non toglie, hanno sottolineato gli specialisti, che sia veramente avvenuta l'esecuzione di Foley. Ma probabilmente dopo che la telecamera era stata fermata.
NON SI VEDE SANGUE. In base all'analisi forense dei fotogrammi, è emerso che non si vede sangue nel corso della 'decapitazione', sebbene il jihadista passi il coltello per almeno sei volte sul collo di Foley.
Non solo, i suoni che emetterebbe il giornalista non sarebbero quelli tipici di una persona che sta subendo quel tipo di supplizio.
JOHN LEADER DEI RIBELLI. Fra le ipotesi degli esperti anche quella che 'John il jihadista', il presunto boia che compare nel video, sia in realtà un leader dei ribelli e che altri militanti abbiano portato a termine l'esecuzione.
Intanto, sempre secondo il Times, le autorità britanniche sarebbero già risalite all'identità del terrorista con forte accento inglese, ma aspettano a rivelarla per ragioni di sicurezza. Da giorni il sospetto chiave è Abdel Majed Abdel Bary, ex rapper londinese di 23 anni.

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