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TENSIONE 25 Agosto Ago 2014 1144 25 agosto 2014

Ucraina, scontri nell'Est coi blindati russi

Violenze nei pressi del porto di Mariupol.

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Ucraina. Sale la tensione nella città di Mariupol, a Est del Paese.

Nel giorno in cui il presidente Petro Poroshenko ha sciolto il parlamento di Kiev e indetto nuove elezioni per il 26 ottobre, scontri armati tra le guardie di frontiera ucraine e una colonna di blindati arrivati dalla Russia, ma «camuffati» con insegne separatiste, si sono verificati nell'Ucraina sudorientale, nei pressi dell'importante porto di Mariupol.
VIOLATO IL CONFINE. Secondo le forze armate di Kiev, la colonna avrebbe violato il confine nella zona di Sherbak-Novoazovsk, ma la sua avanzata sarebbe stata fermata dall'intervento delle guardie di frontiera ucraine.
«È un tentativo da parte delle truppe russe, camuffate da miliziani del Donbass, di aprire una nuova area di confronto militare», ha tuonato il portavoce militare ucraino Andrii Lisenko, anche se lo Stato maggiore di Kiev ha ammesso una «intensificazione dell'azione del nemico», ossia la «controffensiva» rivendicata dai ribelli.
MOSCA INVIA NUOVI AIUTI. Il ministro degli esteri russo Sergei Lavrov ha negato ogni coinvolgimento: «La disinformazione sulla nostra 'invasione' non manca», ha ironizzato, mentre da Mosca è arrivata una nuova sfida all'Occidente: il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha annunciato in una conferenza stampa a Mosca l'intenzione del proprio Paese di inviare un secondo convoglio di aiuti a Lugansk, martoriata roccaforte dei ribelli filorussi insieme a Donetsk. Mosca ha detto di auspicare la collaborazione di tutte le parti.
LAVROV: «RISCHIO PULIZIA ETNICA». Il Cremlino, ha spiegato Lavrov, ha intenzione di continuare a sostenere le popolazioni civili dell'Est ucraino contro i «crimini di guerra» dell'esercito, dopo i bombardamenti degli ultimi giorni delle città assediate dai governativi e le numerose immagini di obiettivi civili colpiti, e il rischio di «pulizia etnica» della popolazione russofona dell'Ucraina orientale.
Ha glissato invece sulle immagini che hanno fatto il giro del mondo, quelle dei prigionieri di guerra messi alla berlina dai ribelli a Donetsk: «Ho visto le immagini della parata. Non ho trovato nulla che ricordi un'umiliazione», ha assicurato, ammonendo che in ogni caso è materia da avvocati.
KIEV: «OSTAGGI UMILIATI, NON PRIGIONIERI DI GUERRA». Kiev è «sdegnata», ma ha tenuto a precisare che dal suo punto di vista «non si tratta di prigionieri di guerra», bensì di «ostaggi».
Anche gli esperti hanno dibattuto se si sia trattato di una violazione o meno della convenzione di Ginevra, come ha accusato l'ong Hrw, e se eventualmente il crimine è perseguibile dalla corte penale internazionale. Ma la terribile umiliazione resta.
Come restano i morti, da ambo le parti tra i combattenti, con i civili in mezzo uccisi da bombardamenti che ormai non risparmiano più ospedali né carceri né chiese.
ARRESTATI 10 PARAMILITARI. In serata, poi, i servizi segreti ucraini (Sbu) hanno affermato di aver arrestato nella regione di Donetsk (bastione dei ribelli filorussi) 10 paramilitari. I 10 si sarebbero arruolati come volontari nelle file degli insorti. Secondo lo Sbu, sarebbero stati in origine soldati della 98esima divisione aviotrasportata di base in Russia centrale.
POSSIBILE INCONTRO PUTIN-POROSHENKO A MINSK. Tutte notizie che aumentano la tensione alla vigilia del probabile incontro, non escluso dal Cremlino, tra il presidente russo Vladimir Putin e quello ucraino Petro Poroshenko, a margine del summit di Minsk tra Ue-Ucraina-Unione doganale (Russia-Bielorussia-Kazakhstan).
Poroshenko ha anticipato che vuole parlare di pace a Putin, ma sembra difficile trovare una exit strategy che salvi l'integrità territoriale dell'Ucraina e la faccia al leader del Cremlino. Per questo nessuno si attende svolte il 26 agosto a Minsk.

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