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FANATICO 26 Agosto Ago 2014 1357 26 agosto 2014

Donna decapitata a Roma, il killer voleva andare a Gaza

Autopsia su Leonelli: due colpi al torace.

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L'esterno della villetta dell'Eur a Roma, dove il 24 agosto la colf 38enne è stata uccisa e decapitata.

L'aggressore con la mannaia voleva fare la guerra a Gaza.
Così almeno sostiene Giovanni Ciallella, proprietario della villetta romana in cui Federico Leonelli ha decapitato la colf, in un'intervista al Tempo: «Si era fissato con la religione, voleva andare in Israele, arruolarsi nell'esercito e combattere contro i palestinesi. Gli avevano negato il visto due volte e per questa ragione era anche andato a parlare col consolato israeliano».
«SUA MOGLIE ERA MORTA». L'uomo conosceva Federico «da circa 10 anni, aveva lavorato con me a un progetto internet tra il 2004 e il 2005, poi l'ho perso di vista quando è andato a vivere a Madeira con la sua compagna, che a suo dire è morta per embolia», ha raccontato Ciallella.
«FU CACCIATO DAL PADRE». «Circa due anni fa, lui è tornato a Roma sconvolto, mi ha chiamato raccontandomi cos'era accaduto, da quello che so ha vissuto per un po' dalla madre, che aveva avuto un ictus quindi è rimasto anche solo durante il ricovero nell'abitazione di via Pigafetta, di cui si è appropriata la sorella, poi dal padre, un ex generale della guardia di finanza, che però l'aveva cacciato, sempre secondo la sua versione, perché non lavorava. Da lì aveva preso in affitto una camera a piazza Bologna con altri studenti, ma non riusciva a pagarsela. Gli ho detto che poteva restare da me per un mese, io a luglio sarei partito».
«SCOPRÌ LE ORIGINI EBREE». «Quando l'ho conosciuto era totalmente ateo, abbiamo parlato più volte di Dio, ma diceva di non credere in niente», ha proseguito Ciallella.
Poi diceva di aver scoperto di essere di origini ebree, ha cominciato a studiare la storia, durante la notte sparava a tutto volume filmati sulla religione, parlavano alcuni rabbini, diceva di conoscerne uno anche a Roma, e si era convinto a voler andare in Israele per arruolarsi».

Autopsia sul corpo di Leonelli: ucciso con due colpi al torace

I primi risultati dell'autopsia sul corpo di Federico Leonelli confermano che l'uomo è stato ucciso con due colpi al torace, sparati dagli agenti nel tentativo di bloccare la sua disperata fuga.
UN PROIETTILE AL CUORE. I medici legali hanno consegnato quindi agli inquirenti alcuni tasselli che potrebbero risultare determinanti per chiarire cosa sia avvenuto in via Birmania. L'esame autoptico ha stabilito che sono due i colpi di pistola che hanno ferito Leonelli mentre cercava di salire a bordo dell'auto parcheggiata nel vialetto dell'abitazione. Uno dei proiettili si sarebbe andato a conficcare nella zona del cuore procurandogli, forse, la morte. In totale, secondo una ricostruzione di quanto avvenuto, i colpi partiti dalle pistole dei due agenti sarebbero stati quattro o cinque, di cui uno a terra.
LA SORELLA DEL KILLER PERDONA. Sul comportamento tenuto dalla forze dell'ordine è intervenuta la sorella di Leonelli, Laura. Un messaggio forte in cui sostanzialmente ha detto di perdonare coloro che hanno causato la morte del fratello anche qualora «avessero sbagliato». La posizione degli agenti resta, comunque, al vaglio degli inquirenti. Una risposta su come siano andati i fatti potrebbe arrivare, inoltre, dalla perizia balistica disposta dalla procura.
Nel corso dell'autopsia, così come sollecitato dal legale della famiglia Leonelli, sono stati prelevati i campioni per l'esame tossicologico il cui risultato è atteso tra una decina di giorni. In passato, così come confermato dal padre agli inquirenti, il killer dell'Eur aveva seguito una cura psichiatrica ed era stato anche ricoverato presso una struttura specializzata.
AUTOPSIA SULLA VITTIMA. Per la mattina del 27 agosto è fissata invece l'autopsia per la vittima, Oksana Martseniuk. Compito che attende l'equipe diretta dal professore Giovanni Arcudi, che si è trovata di fronte un 'corpo straziato' è chiarire le drammatiche sequenze che hanno portato alla morte la colf: stabilirà con esattezza il numero delle coltellate inferte e se sia stata decapitata quando era ancora viva.

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