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INDAGINI 26 Agosto Ago 2014 0840 26 agosto 2014

Immigrazione, arrestato presunto scafista

Pozzallo, l'uomo originario del Gambia. Vittime morte per le ferite.

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Un barcone carico di immigrati nelle acque del Canale di Sicilia.

La polizia di Stato ha fermato un giovane originario del Gambia, ritenuto lo scafista del gommone sul quale c'erano 18 migranti morti e 97 sopravvissuti, arrivati il 24 agosto giorni fa a Pozzallo su nave militare Sirio. Si chiama Gibril Jammeh, ha solo 19 anni.
Il provvedimento è stato emesso dalla procura di Ragusa e i ipotizza, oltre al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, anche il reato di morte come conseguenza di un altro delitto.
COLPITI CON SPRANGHE. Alcune delle vittime sarebbero decedute per le ferite riportate durante l'imbarco in Libia. È quanto emerso dagli esami medico legali eseguiti sulle salme, che hanno rilevato le presenze di fratture letali alla testa e alla colonna vertebrali che sarebbero state procurate da violenti colpi sferrati con delle spranghe.
Gli altri migranti sarebbero deceduti per asfissia in sommersione: praticamente sarebbero annegati nei pochi decimetri di miscela di acqua e carburante che si era accumulata sullo scafo del gommone.
Sarebbero rimasti sommersi e bloccati da altri 'passeggeri' in una fase di forte difficoltà durante la navigazione. Alcuni sarebbero caduti in acqua.
TRA 10 E 20 DISPERSI. Dalle testimonianze raccolte dalla squadra mobile della polizia di Stato di Ragusa tra i sopravvissuti, i dispersi sarebbero un numero compreso tra 10 e 20.
Il 26 agosto, intanto, circa 480 migranti sono stati soccorsi nel Canale di Sicilia e portati a bordo di una nave mercantile che ha fatto rotta verso Pozzallo.

Lo scafista: «Sono morti dalla miscela di acqua e carburante»

Lo scafista ha raccontato la sua storia: «Sono stato io a condurre il gommone. Ho raggiunto un accordo con i libici; mi sono presentato da loro dicendo che avevo fatto il pescatore e che ero pronto ad assumermi questa responsabilità, ma volevo dei soldi che loro mi hanno promesso, anche perché io non avevo come pagare il viaggio».
Stando a quanto dichiarato dai testimoni, gli organizzatori hanno incassato 1.200 dollari a passeggero per un totale di oltre 120 mila dollari.
Le vittime sarebbero state uccise dalla miscela di acqua e carburante che si era accumulata nello scafo, sommersi e bloccati dagli altri compagni di viaggio durante una fase di difficoltà nella navigazione.
«IL GOMMONE SI ERA FORATO». «Purtroppo», ha continuato il gambiano fermato, «il gommone si è forato a prua. Ho fatto di tutto per far stare calme le persone ma si sono fatte prendere dal panico, molti sono caduti in acqua, alcuni non sono più riemersi, anche due scafisti sono andati giù. Qualcuno ha svuotato le taniche di benzina per assicurarsi un appiglio se fosse caduto in acqua, ma il carburante è caduto all'interno del gommone».
I superstiti sarebbero stati minacciati dallo scafista e dai suoi amici.
PICCHIATI CON SPRANGHE DI FERRO. Dalle dichiarazioni è emerso che durante le fasi di partenza, mentre i migranti stavano salendo a bordo del gommone sono stati picchiati con grosse spranghe in ferro.
I colpi hanno fatto cadere al centro del gommone alcuni migranti che in un primo momento sono sembrati solamente svenuti, ma che poi i compagni di viaggio hanno compreso essere morti.
Un migrante che si è salvato ha riconosciuto uno dei suoi fratelli tra le vittime e ha aggiunto di aver visto scomparire tra le onde altri due fratelli.
La polizia sta trasferendo tutti gli ospiti del centro di accoglienza di Pozzallo per far posto a 480 persone in arrivo su un mercantile.

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