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ALLARME 26 Agosto Ago 2014 1315 26 agosto 2014

Isis, esperto britannico: «Rischio ventennale»

I vescovi tedeschi: «L'islam moderato prenda posizione».

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Miliziani jihadisti.

Non sarà una guerra breve. La minaccia terroristica dell'Isis è destinata a durare per i prossimi 20 anni, anche per l'Ue.
Ad affermarlo è stato il rinomato esperto di terrorismo internazionale, il professor Peter Neumann del Kings college di Londra, intervistato dal tabloid tedesco Bild: «Dobbiamo contare sul fatto che almeno una minoranza di questi prima o poi sarà attiva anche in Europa», ha detto.
«UNA NUOVA AL QAEDA». Per Neumann sta crescendo una «nuova, giovane al Qaeda», una generazione di terroristi non formata con l'attentato dell'11 settembre negli Usa, ma dalle lotte in Siria e in Iraq. «Un attentato a Berlino non ci sarà forse oggi o domani, ma saremo a rischio per almeno due decenni, per un'intera generazione», ha spiegato l'esperto, secondo cui sono circa 2.400 i combattenti occidentali dell'Isis, tra cui 2 mila dall'Europa. Proprio costoro «commettono i crimini più brutali, perché sono particolarmente motivati dal punto di vista ideologico».
VESCOVI TEDESCHI: «FERMARE IL TERRORE». L'emergenza Isis è stata ribadita anche dai vescovi tedeschi: «Il terrore in Iraq deve essere fermato e agli sfollati deve essere data la possibilità di rientrare al più presto nelle loro case», ha scritto in una dichiarazione il Consiglio permanente della Conferenza episcopale tedesca, facendo eco alle parole del papa e agli appelli dei vescovi iracheni circa la fornitura di armi ai peshmerga curdi per contrastare l'avanzata dei jihadisti dell'Isis.
«BISOGNA FRENARE L'AGGRESSORE». Se un'azione militare, compresa la fornitura di armi non è automaticamente un mezzo per garantire la pace e la sicurezza in alcune circostanze, quando sono in gioco «lo sterminio di interi gruppi etnici e gravi violazioni dei diritti umani», la comunità internazionale ha il dovere di fermare in qualche modo l'aggressore ingiusto «per scongiurare crimini peggiori», come del resto afferma la dottrina cattolica sulla pace giusta.
«ISLAM E ISIS NON SONO LA STESSA COSA». La nota si rivolge quindi ai musulmani. I vescovi tedeschi hanno respinto con fermezza le tesi circa la natura intrinsecamente violenta dell'islam: «L'Isis e l'islam non sono la stessa cosa». Ma allo stesso tempo hanno chiesto una chiara presa di posizione dei leader religiosi islamici: «I musulmani che amano la pace e che sono la stragrande maggioranza devono chiedersi quali fattori hanno permesso questi sviluppi preoccupanti nella loro comunità religiosa».
Infine, l'appello a pregare e a fornire aiuti umanitari urgenti alle vittime delle persecuzioni in Medio Oriente: «Questo non è solo una responsabilità degli Stati della regione. Tutti possono contribuire, anche offrendo disponibilità ad accogliere i rifugiati».

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