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EMERGENZA 26 Agosto Ago 2014 1250 26 agosto 2014

Mare Nostrum, la fuga dei migranti nel Nord Europa

Arrivano in Italia e poi scappano.

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Migranti salvati dall'operazione Mare Nostrum.

Il vero export dell'Italia è quello dei rifugiati. L'accusa al nostro Paese è arrivata dal resto dell'Europa, stufa di vedersi arrivare migranti che, approdati in Italia, si trasferiscono nel Nord del Vecchio Continente.
Come dire: Roma li accoglie e poi li lascia partire rimbalzando il problema ad altri Paesi. Ecco perché Mare Nostrum, l'operazione militare e umanitaria iniziata il 18 ottobre 2013 per fronteggiare l'emergenza migranti nello Stretto di Sicilia e che ha salvato oltre 100 mila persone, è ampiamente criticata.
PAGHI ANCHE L'EUROPA. Mentre il ministro dell'Interno Angelino Alfano ha chiesto che anche gli altri leader europei si facciano carico delle spese (secondo i dati di Marina militare e del Viminale l'operazione Mare Nostrum costa complessivamente 10,5 milioni di euro al mese), dall'Europa hanno replicato di fare già la loro parte, accogliendo i migranti che scappano dall'Italia.

MIGRANTI, ADDIO ALL'ITALIA. Stando ai dati dell'Eurostat, emerge, infatti, che l'Europa ha le sue buone ragioni per criticare l'Italia e la sua operazione di salvataggio in alto mare.
L'istituto di statistiche del Vecchio Continente ha svelato sono oltre 116 mila i migranti arrivati nel nostro Paese da gennaio, ma appena 25 mila hanno presentato domanda di asilo a Roma, almeno stando ai dati di Unhcr, Save the Children e Amnesty International.
L'Eurostat ha precisato che nella sola Germania sono oltre 77 mila le richieste di asilo nel primo trimestre del 2014, che tradotto fanno più dell'80% di quelle ricevute dall'Italia nello stesso periodo.
LA RABBIA DELLA GERMANIA. Ecco perché all'appello di Sandro Gozi, sottosegretario del governo di Matteo Renzi alle Politiche europee, che ha chiesto «un'azione comune a partire da un aumento dei fondi e delle capacità operative di Frontex», hanno replicato soprattutto i politici di Berlino.
«L'Italia in molti casi volutamente non prende i dati personali e le impronte digitali da rifugiati per consentire loro di chiedere asilo in un altro Paese», è stata la risposta del ministro degli Interni della Baviera Joachim Herrmann, che, però, è stata snobbata visto che si tratta di un politico locale e non di un rappresentante del governo di Angela Merkel.
IN FUGA DALLA SICILIA. Eppure, secondo il The Daily Beast, il tedesco non dovrebbe essere snobbato. Tra i migranti, infatti, una donna ha spiegato che le autorità italiane non le hanno chiesto le sue generalità. Mossa, sarebbe questa l'accusa dell'Europa, che dimostra come il nostro Paese sia solo la porta d'entrata per scappare in altri Paesi.
Il sito web Usa ha poi precisato che molti migranti sono disincentivati a presentare domanda di asilo, perché visti gli sbarchi senza fine sulle coste siciliane, le autorità spiegano che le procedure per ottenere il via libera richiederebbero settimane, se non mesi. Ecco perché alla fine tutti si vedono recapitare un documento che consente loro di viaggiare all'interno dei Paesi dell'accordo di Schengen. E a Nord dell'Europa tutto questo non piace per niente.

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