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DIPLOMAZIA 26 Agosto Ago 2014 2334 26 agosto 2014

Ucraina, Mosca-Kiev: gruppo di contatto

Accordo tra Putin e Poroshenko.

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La stretta di mano fra Putin e Poroshenko.

Il presidente russo Vladimir Putin e quello ucraino Petro Poroshenko hanno raggiunto un accordo per la creazione di un gruppo di contatto sulla crisi ucraina.
Lo ha detto il leader del Cremlino dopo oltre due ore di colloquio con il suo collega ucraino.
I due presidenti si sono detti d'accordo sulla «necessità di un dialogo».
PROGRESSI DI PACE. Putin ha aggiunto: «Faremo tutto il possibile per progressi di pace, dobbiamo intensificare il dialogo su molte questioni». I due presidenti hanno parlato anche della possibilità di un altro incontro.
La Russia, ha spiegato il leader del Cremlino, è «pronta a fornire il suo sostegno per il raggiungimento di un accordo tra Kiev e i ribelli» filorussi.
Tutte le parti, compresa la Russia, hanno sostenuto le proposte per mettere fine agli scontri nell'Est dell'Ucraina, ha detto Poroshenko: «La strategia di pace che mira a sviluppare l'Ucraina è stata sostenuta da tutti i leader che hanno partecipato al vertice a Minsk, senza eccezioni».
CATTURATI 10 PARACADUTISTI RUSSI. Il vertice di Minsk potrebbe essersi rivelato cruciale per le sorti del conflitto in Ucraina orientale, dove il Cremlino ha dovuto incassare un colpo imbarazzante: la cattura di 10 parà russi. Uno sconfinamento casuale, ha sostenuto Mosca, ma Kiev sembra avere adesso in mano la prima vera prova tangibile delle ripetute violazioni della frontiera da parte dei russi che denuncia da tempo.
POSSIBILE EXIT STRATEGY. Putin e Poroshenko hanno iniziato il bilaterale in serata, alla fine di un lungo summit tra Unione doganale (Russia, Bielorussia, Kazakhstan), Ue e Ucraina. Il presidente ucraino si è detto pronto a discutere varie possibili «exit strategy» dalla crisi per mettere fine alle violenze a est, consapevole che «tutti gli attori coinvolti vorrebbero uscirne con dignità». All'apertura di Poroshenko si è però contrapposto il pugno duro di Putin, che ha sottolineato come la firma di un accordo d'associazione tra Kiev e Ue - che dovrebbe essere ratificato a settembre - potrebbe costare alla Russia più di due miliardi di euro e porterà inevitabilmente alla cancellazione del regime preferenziale per le importazioni dall'Ucraina in modo da proteggere il mercato russo. Ma Putin ha anche ribadito che la crisi nella russofona Ucraina sud-orientale non può essere risolta «senza prendere in considerazione gli interessi sostanziali» di quelle regioni e «senza un dialogo di pace con i loro rappresentanti». Il Cremlino sembra insomma continuare a premere per la federalizzazione dell'Ucraina, una soluzione che a Kiev hanno già bocciato caldeggiando piuttosto un più moderato decentramento dei poteri che conceda maggiore autonomia alle regioni.
PESO DELLE SANZIONI SULL'ECONOMIA RUSSA. Intanto il braccio di ferro delle sanzioni tra Mosca e Occidente fa sentire i propri effetti negativi sull'economia russa costringendo a tagliare le previsioni di crescita del Pil per il 2015 dal 2 all'1% e a rivedere al rialzo le stime dell'inflazione: dal 6 al 7-7,5% per il 2014 e dal 5 al 6,5% per il 2015.

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