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OMICIDIO ALL'EUR 27 Agosto Ago 2014 1430 27 agosto 2014

Donna decapitata a Roma, killer voleva fare a pezzi la vittima

L'autopsia: la donna colpita da 40 coltellate.

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I rilievi della polizia scientifica sul luogo dell'omicidio.

Emergono dettagli inquietanti sull'omicidio dell'Eur a Roma avvenuto domenica 24 agosto, nel quale il 35enne Federico Lionelli ha ucciso a coltellate Oksana Marteseniuk.
Federico Leonelli voleva fare a pezzi il corpo della sua vittima e disfarsene.
CONFERME DA AUTOPSIA. Il retroscena è arrivato dall'autopsia del corpo della colf ucraina, effettuata al policlinico Tor Vergata.
Dal referto è merso che la donna è stata decapitata solo dopo la morte.
Secondo quanto si è appreso, il killer aveva già pronti dei bustoni dell'immondizia per nascondere il cadavere.
UCCISA CON 40 COLTELLATE. Ma i particolari macabri non finiscono qui. La donna sarebbe stata raggiunta da oltre 40 coltellate, a pochi secondi di distanza l'una dall'altra. Alcuni dei fendenti avrebbero anche raggiunto il volto della donna.
COLTELLATA AL CUORE FATALE. È stata una coltellata al petto, che ha interessato un polmone ed il cuore, a provocare la morte di Oksana.
Le maggior parte delle ferite da arma da taglio trovate sul cadavere, secondo quanto accertato dal medico legale, sono state provocate dal disperato tentativo di difesa della donna.
USATI DUE COLTELLI. Federico Leonelli avrebbe usato due coltelli, uno grande e uno piccolo per uccidere.
Il particolare è emerso da quanto accertato dal medico legale durante l'autopsia, svoltasi il 27 agosto, e ha avvalorato l'ipotesi iniziale dell'uso di un grosso coltello, una sorta di mannaia, per decapitare la donna dopo averla uccisa e poi minacciare gli agenti di polizia che hanno reagito uccidendolo.
Per i medici il quadro lesivo sarebbe «impressionante».
PRELIEVI TOSSICOLOGICI. Durante l'autopsia sono stati effettuati anche prelievi per gli esami tossicologici e per verificare se fosse stata oggetto di violenza sessuale.
Da approfondire, anche tramite testimonianze, se Leonelli avesse problemi psichici, specie dopo la morte della compagna.
In un sms al datore di lavoro inviato il giorno prima di essere uccisa, la donna aveva segnalato che Leonelli armeggiava spesso con coltelli come quelli per la caccia o la pesca subacquea.
FORSE KILLER SOTTO EFFETTO QUAALUDE. Secondo alcune ricostruzioni il killer faceva uso del metaqualone, o quaalude, un potente farmaco antidepressivo con effetti allucinogeni.
Proprio questi effetti, forse, avrebbero guidato la furia dell'uomo quando ha ucciso la colf ucraina nella villetta dell'Eur.
DROGA DI WALL STREET. Nel gergo dei tossici anni 70 era «la pillola della felicità».
La droga è conosciuta anche per le quantità industriali che ne assume il Jordan Belfort con le fattezze di Leonardo DiCaprio nel film The Wolf of Wall Street, che le ha dato lustro recente come la «droga di Wall Street».
KILLER CON PROBLEMI PSICHIATRICI. L'elemento sicuro è che il 35enne era un paziente psichiatrico fuori controllo.
Abusava dei medicinali che gli erano stati prescritti, rifiutava le preoccupate raccomandazioni del suo medico, sfuggiva ai tentativi della famiglia di farlo curare forzosamente.
RESPINTO IN ISRAELE. Su Federico Leonelli sono emersi altri dettagli preoccupanti.
Secondo Amit Zarouk, portavoce dell'amabasciata di Israele, l'uomo cercò di entrare in Israele ma all'aeroporto di Ben Gurion fu respinto dalle autorità che gli hanno interdetto l'ingresso nel Paese per cinque anni.
CONFERMATA VERSIONE CIALLELLA. Confermata così la versione di Giovanni Ciallella, proprietario della villetta romana, che al Tempo aveva detto che il killer «si era fissato con la religione, voleva andare in Israele, arruolarsi nell'esercito e combattere contro i palestinesi».
LEGALE LIONELLI: «PERCHÉ NON INDAGARE AGENTI?». Infine sul caso è intervenuto l'avvocato Pina Tenga, legale della famiglia di Lionelli.
«Non c'era modo diverso per fermare quel ragazzo che aveva appena compiuto un gesto così terribile?», ha chiesto aggiungendo di non capire «questo attendere da parte degli inquirenti nel procedere all'iscrizione nel registro degli indagati di chi ha fatto fuoco contro Leonelli. L'iscrizione dal punto di vista procedurale è una iniziativa che va anche a tutela dei poliziotti».

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