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AMMISSIONE 28 Agosto Ago 2014 0853 28 agosto 2014

Ucraina, militari russi accanto ai separatisti

Leader separatista: «Combattono con noi».

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Blindati russi al confine con l'Ucraina.

Il premier dell'autoproclamata Repubblica di Donetsk, Aleksandr Zakharenko, ha sostenuto alla tivù Rossia 24 che circa 3-4 mila volontari russi combattono con la milizia indipendentista locale. Tra loro, ha ammesso, militari russi in pensione e «soldati in servizio che vengono a combattere per la nostra libertà invece di far vacanza».
«SENZA LORO PIÙ DIFFICILE». Zakharenko ha aggiunto: «Non abbiamo mai nascosto che molti russi stanno combattendo nei nostri ranghi, e che senza il loro aiuto saremmo in una situazione molto difficile e sarebbe molto più pesante combattere».
Il leader separatista ha spiegato che tra i volontari ci sono molti militari russi in pensione. «Nei nostri ranghi combattono anche soldati in servizio, perché sono venuti da noi a combattere per la nostra libertà invece di andare in vacanza. Questo è tipico solo dei russi».
LA DENUNCIA DEGLI USA. Kiev ha ripetutamente denunciato che i ribelli sono aiutati da militari e mezzi russi, e il 28 agosto anche l'ambasciata Usa nella capitale ucraina ha rilanciato l'allarme: «Un crescente numero di soldati russi interviene direttamente nei combattimenti sul terreno ucraino», ha scritto su Twitter il rappresentante diplomatico degli Stati Uniti, Geoffrey Pyatt. «La Russia ha inviato i suoi più moderni sistemi di difesa aerea, compresi gli SA-22, nell'Ucraina dell'Est e adesso è direttamente coinvolta nei combattimenti», ha aggiunto.
62 SOLDATI UCRAINI SCONFINANO PER SALVARSI. Intanto un gruppo di 62 soldati ucraini ha attraversato il confine nella regione russa meridionale di Rostov sul Don cercando salvezza sullo sfondo dell'intensificarsi della controffensiva dei ribelli filorussi nell'est ucraino. «Oggi 62 soldati delle forze armate ucraine si sono rivolte alle guardie di frontiera russe chiedendo di lasciarli entrare nel territorio vicino al villaggio di Shramko, nel distretto di Matveyevo-Kurgansky, con lo scopo di salvare le loro vite», ha dichiarato Nikolati Sinitsin, un portavoce dei servizi di sicurezza, citato dalla tivù filo Cremlino Russia Today.
La richiesta è stata accolta per motivi umanitari ma solo dopo che i militari di Kiev hanno lasciato le loro armi nella parte ucraina del confine. Secondo Mosca, finora oltre 500 soldati governativi sono entrati in Russia da luglio in cerca di rifugio e aiuti medici.
PARÀ RUSSI: VICENDA DA CHIARIRE. Il Cremlino ha poi spiegato di voler avviare verifiche sulla vicenda dei parà russi che sarebbero stati sepolti a Pskov prima di trarre conclusioni sulla loro partecipazione al conflitto nell'Est ucraino.
«Certo, queste informazioni ovviamente sono oggetto di accertamento da parte delle competenti strutture», ha affermato Dmitri Peskov, portavoce di Putin, «ma, nello stesso tempo, la cosa dovrebbe essere controllata con grande accuratezza prima che si possa trarre qualsiasi conclusione in merito».

Combattimenti a Est: 11 morti a Donetsk

Il premier dimissonario ucraino Arseni Yatseniuk.

È in questo contesto che la guerra a Est continua e che il presidente ucraino Petro Poroshenko ha deciso di cancellare la visita in Turchia. Tra il 27 e il 28 agosto 11 persone sono morte a Donetsk in seguito ad attacchi di artiglieria da parte di Kiev. Altri 22 civili sono rimasti feriti. . Nel pomeriggio è prevista la riunione straordinaria del Consiglio nazionale di sicurezza e difesa per 'sviluppare il piano di azioni'.
Il primo ministro ucraino Arseni Yatseniuk ha chiesto ai Paesi membri del Consiglio di sicurezza dell'Onu (di cui fa parte anche la Russia) di convocare una seduta straordinaria dopo gli ultimi avvenimenti nell'Ucraina sudorientale.
YATSENIUK: «PRESENZA RUSSA FORTE». «La Russia ha notevolmente rafforzato la sua presenza militare in Ucraina», ha dichiarato Yatseniuk durante la riunione a Kiev con rappresentanti della diaspora ucraina nel mondo. Il capo del governo ucraino ha aggiunto che incontri urgenti devono essere convocati anche al livello Osce e Ue e ha chiesto di congelare i conti russi fino a quando Mosca non dovesse ritirare le sue truppe dall'Ucraina. «Le sanzioni introdotte finora non hanno dato risultati», ha affermato incontrando a Kiev i rappresentanti della diaspora ucraina.
NOVOAZOVSK IN MANO AI RUSSI. Il tutto mentre la città di Novoazovsk, sulla costa del mare di Azov a Sud di Donetsk, è stata presa dalle truppe russe.
In questo clima di tensione permanente, è difficile che si tenga un nuovo incontro Putin-Poroshenko, dopo quello di Minsk. Il Cremlino aveva aperto all'ipotesi la mattina del 28 agosto, ma aveva sottolineato che sono necessari negoziati per definire data e formato.
«Da un lato c'è una comprensione sulla necessità di continuare il dialogo. Ma dovrebbero essere tenute ulteriori colloqui sulla possibile data e sul formato. Per ora, è troppo presto parlare di questo», ha detto a Interfax Peskov.

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