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APPELLO 29 Agosto Ago 2014 1220 29 agosto 2014

Isis, Bagnasco: «Condannare le persecuzioni contro i cristiani»

Il presidente della Cei s'è scagliato contro l'orrore dei miliziani neri.

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Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana.

L'ascesa dello Stato islamico (Is) e le decapitazioni dei jihadisti non hanno lasciato indifferenti il Vaticano.
A condannare l'escalation di violenza è stato il presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei) Angelo Bagnasco che davanti alla «crudele persecuzione che uccide cristiani e altre minoranze religiose in Iraq e in altre parti della Terra», ha detto come «la nostra coscienza deve ribellarsi»: «Dobbiamo gridare che se dalla comunità internazionale non si levano forte e insistente condanna e presa di distanza dalla inaccettabile vergogna è una viltà imperdonabile».
TUTELARE I CRISTIANI. Bagnasco ha chiarito che non si può «tacere» neppure davanti al «progetto in atto di cancellare i cristiani dalla Terra Santa come da altri luoghi»: «Sarebbe abbandonare tanti fratelli che soffrono per la fede e l'umanità alla barbarie», è la tesi del presidente della Cei espressa nell'omelia al santuario della Madonna della guardia, nell'anniversario dell'apparizione della Vergine.
NON SI RESTI IN SILENZIO. «Se la voce degli uomini è tremante e interessata, tutti ricordino che il tribunale della storia, ma soprattutto quello di Dio, comunque chiederà conto non a una comunità anonima dietro cui trincerarsi, ma agli individui concreti, colpevoli del silenzio», ha continuato detto Bagnasco. Che poi ha aggiunto: «La nostra parola di condanna e l'appello al rispetto dei diritti umani diventa preghiera accorata e testimonianza convinta anche se questo ci procurasse derisione e fastidi».
NON GIUSTIFICARE L'ORRORE. Infine una riflessione sulle ultime notizie di cronaca che farebbero pensare, secondo il numero uno della Cei «a una società al tramonto»: «In questi giorni siamo alluvionati da notizie che spaventano per violenza e barbarie», ha argomentato Bagnasco, «l'orrore circola nel mondo, dietro la porta accanto o lontano». Ma quello che «colpisce» non è solo l'orrore, quanto la sua «esibizione infamante» e «sconcerta la pretesa di giustificarlo».

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