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SPIRITO ASPRO 29 Agosto Ago 2014 1854 29 agosto 2014

Povera Italia, divisa tra monogamia e poliamore

I giornali si interrogano: meglio fare la zoccola etica o rimanere fedele nei secoli?

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Possibile? Un dibattito mediatico sull'eterna domanda «meglio il matrimonio o l'amore libero?» che divampa a fine agosto?
Quando a luglio faceva ancora caldo e dopo Ferragosto «si rompeva la stagione», il tema «coppia fissa sì o no» era la tipica cover-story del numero di Espresso o Panorama che si infilava nella borsa da spiaggia.
Servizio precottissimo e opportunamente corredato di foto di modella in topless (a proposito: scatta un'inconfessabile nostalgia, Lorella Zanardo mi perdoni, anche per le copertine sexy dei newsmagazine italiani Anni 80-90; l'evoluzione di Panorama ed Espresso dimostra che non basta bonificare tette e culi per diventare Time o Le Nouvel Observateur).
JONG: IERI EROINA DELL'ADULTERIO... Il global warming fa sì che, come orsi e marmotte, oggi gli argomenti frufrù non vadano mai in letargo. E così, mentre nell'aria volano le prime foglie gialle, ci ritroviamo sul Corsera un'intervista a Erica Jong - altra presenza immancabile nella borsa da spiaggia delle mamme più inquiete che leggevano i newsmagazine di cui sopra (il Zanza di turno lo sapeva: se sotto un ombrellone c'era Paura di volare o Come salvarsi la vita, si andava quasi a colpo sicuro).
I romanzi della Jong erano un inno al sesso adulterino sperimentale e liberatorio, la cui epitome era la famosa «scopata senza cerniera», definizione che suona bene ma logicamente resta oscura (prevede solo bottoni? O bisogna presentarsi già pronti all'uso con la patta aperta? Soluzione: è la scopata concitata in cui ci si spoglia di corsa, si buttano i vestiti dappertutto e le mutande dei partner finiscono sul pavimento nella tipica forma a brezel).
...OGGI INNEGGIA ALLA MONOGAMIA. Dagli Anni 70 ai 70 anni Erica sembra aver compiuto uno spettacolare giro di boa, perché oggi, felice alle soglie delle nozze d'argento con un signore che si chiama Ken come il fidanzato di Barbie, inneggia al matrimonio monogamico. Anzi, ha in cantiere un romanzo in cui una moglie insoddisfatta passa da un giovane amante all'altro prima di capire che ama solo suo marito.
Sorprendente? Mica tanto, trattandosi di un'americana.
LA TRISTE SORTE DEI TOY BOY GERONTOFILI. Là, dove i matrimoni si celebrano in quattro e quattr'otto in cappelle nuziali con le orecchie di Topolino e con officianti vestiti da Elvis e si disfano altrettanto in fretta con avvocati (pure loro vestiti da Elvis, a volte), al «tu e io per sempre» ci credono ancora, molto più di noi europei: se va male non è l'istituzione che non funziona, ma la persona, quindi basta cambiarla tipo auto. La stessa Jong ha cambiato quattro mariti prima di trovare il modello giusto.
Ma, in ultima analisi, come darle torto quando dice, in buona sostanza, che dopo una certa età è meglio essere sposata con un uomo ben portante che ti adora con le tue rughe e i tuoi acciacchi e ti fa sentire protetta, piuttosto che spendere migliaia di euro al mese in manutenzione anti-age e cercare toy boy gerontofili in qualche sito per Gilf ('Grannies I love to fuck')?
Mica tutte possono essere promiscue impenitenti fino alla tomba, come Marguerite Duras, e men che meno Erica Jong, che resta una tipica «Jewish-American princess» consapevole e con la testa sulle spalle.

Serve un provvedimento-Madia per migliorare l'efficienza dei matrimoni

Marianna Madia.

Se sulla coppia il Corriere suona le sue trombe (senza doppi sensi), Repubblica si attacca ad altre campane: il poliamore, l'ultima e caldissima frontiera nel rapporto uomo-donna, o meglio, uomo-donna-uomo-donna-donna-uomo-ecc, trattandosi di più relazioni contemporanee fra partner informati e consenzienti.
Una volta si chiamava «coppia aperta»,o «quasi spalancata», come chiosava l'indimenticabile Franca Rame: e forse le piacerebbe la «zoccolitudine etica» predicata dalla sessuologa americana Janet Hardy, la teorica del poliamore.
NECESSARIE REGOLE CHIARE. Una zoccola etica è una donna che non ama in esclusiva e quindi ha molti compagni, d'amore e di letto, senza tradirne nessuno.
Ma anche qui, come nella monogamia, bisogna fare dei patti, tipo niente pernottamenti o solo una volta a settimana, ed è meno facile di quel che sembra.
Per questo Janet Hardy, sensata quanto Erica Jong, non è contro la monogamia, anzi ritiene che alla fin fine sia la situazione più conveniente, almeno finché non verranno sviluppate app a misura di poliamanti per organizzare le loro complicate reti di relazioni, evitando così l'overbooking sotto le lenzuola.
E si comincia a capire il vero motivo per cui si parla di questi argomenti alla vigilia del rientro autunnale. Non c'entra il clima. È che l'amore, monogamico o no, oggi non attiene più alla sfera intima, è una questione socio-economica-gestionale da affidare agli economisti. Anzi, a un economista francese, che è più sexy: Jacques Attali, ex consigliere economico di Mitterrand.
Che, come molti inquilini dell'Eliseo, era un poliamoroso entusiasta, e forse è al suo fianco che Attali ha cominciato a maturare la sua teoria sul «netloving» come forma di relazione più adatta al nostro tempo.
LA MONOGAMIA ORMAI ANTI-ECONOMICA. In un mondo in cui tutto cambia, spiega a Repubblica, come si può scegliere una sola persona per tutta la vita? Possiamo avere due lavori, due macchine, due cellulari; perché non due amori? (Di converso, se hai due amori è meglio avere due cellulari, per confondere le tracce).
La monogamia, come il posto fisso a vita, è diventata obsoleta e anti-economica. Meglio gli amori atipici, a progetto, a tempo determinato, part-time, meno garantiti ma più stimolanti.
I tempi cambiano e, se prende piede il pensiero di Attali, chi crede di avere una piazza garantita per sempre nel letto matrimoniale in virtù di una fede al dito dovrà pensare, citando la Jong, a come salvarsi la vita.
Hai visto mai che, dopo la riforma della pubblica amministrazione, arrivi un provvedimento-Madia anche per migliorare l'efficienza dei matrimoni. I coniugi eroticamente assenteisti o poco produttivi o in eterno permesso sindacale rischieranno grosso.

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