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GUERRA NELL'EST 29 Agosto Ago 2014 0710 29 agosto 2014

Ucraina, Putin ai filorussi: «Corridoio umanitario per le truppe di Kiev»

Messaggio di Mosca ai miliziani. L'Onu: «2,600 morti nel conflitto».

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Il presidente della Russia, Vladimir Putin.

Vladimir Putin chiama e i ribelli filorussi in Ucraina rispondono.
Spiragli di tregua nell'Est del Paese si sono aperti nella mattinata di venerdì 29 agosto grazie al pressing del Cremlino che ha inviato un appello ai ribelli, chiedendo loro di aprire un «corridoio umanitario» per le truppe ucraine rimaste circondate dopo la presa da parte dei ribelli di Novoazovsk, città strategica nell'Est dell'Ucraina. E i filorussi hanno accettato, pur chiedendo che i soldati governativi «consegnino le loro armi e le loro munizioni».
SCONTRO CON LA NATO. Insomma, nonostante il braccio di ferro con la Nato, che ha accusato il Cremlino di aver spedito 1.000 soldati oltre confine (Mosca ha smentito definendo «ridicolo» l'attacco), Putin sembra voler allentare la pressione nella zona.
Anche perché l'Onu ha denunciato che «tra metà aprile e il 27 agosto sono almeno 2.593 le persone morte» nel conflitto nell'Est dell'Ucraina. E le Nazioni unite hanno sottolineato come la «tendenza è allarmante».
APPELLO AI FILORUSSI. A testimonianza delle mosse di Putin c'è appunto la richiesta lanciata ai filorussi. «Mi appello alle forze ribelli perché aprano un cordone umanitario per le truppe ucraine che sono state circondate, al fine di evitare inutili vittime e per consentire loro di ritirarsi dalla zona delle operazioni», aveva dichiarato il leader russo in un comunicato indirizzato «agli insorti della Novorossija (Nuova Russia)».
ARRIVARE ALLA TREGUA. I soldati ucraini sono, infatti, stati circondati dopo «i considerevoli successi (dei separatisti) contro l'operazione militare di Kiev», aveva continuato il presidente russo, chiedendo a Kiev di «mettere fine ai combattimenti, stabilire un cessate il fuoco e negoziare con i rappresentati del Donbass».
LE CONDIZIONI DEI RIBELLI. La risposta dei ribelli non s'è fatta attendere: «Con tutto il rispetto dovuto a Putin', hanno fatto sapere attraverso il leader dell'autoproclamata Repubblica di Donetsk, che ha parlato al canale tivù russo Rossiya 24, «siamo disposti ad aprire un corridoio umanitario per le truppe ucraine finite in questo pasticcio solo a condizione che ci consegnino le loro armi e le loro munizioni».
Putin aveva anche chiesto ai separatisti filorussi di fornire «un aiuto medico» ai soldati feriti, aggiungendo che la Russia «si tiene pronta e fornirà aiuti umanitari alla popolazione del Donbass».

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