Francantonio Genovese 140830142218
GIUSTIZIA 30 Agosto Ago 2014 1420 30 agosto 2014

Genovese (Pd), il tribunale: «Torni in carcere»

Deputato indagato per truffa e frode fiscale.

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Francantonio Genovese, deputato Pd.

Stop agli arresti domiciliari per Francantonio Genovese, il deputato del Partito democratico indagato per associazione per delinquere truffa e frode fiscale sulla formazione in Sicilia.
Il Tribunale del riesame di Messina, accogliendo il ricorso della procura, ha disposto la custodia cautelare in carcere per l'esponente democrat: i giudici hanno annullato l'ordinanza del giudice per l'indagine preliminare che scarcerava il parlamentare disponendone gli arresti domiciliari.
L'ordinanza non è esecutiva fino al momento in cui lo diventerà per termini o sentenza della Cassazione.
AI DOMICILIARI DA MAGGIO. Genovese è agli arresti domiciliari dal 21 maggio. Si era costituito nel carcere di Messina sei giorni prima, subito dopo che la Camera aveva votato l'autorizzazione al suo arresto.
Dopo l'interrogatorio di garanzia il gip di Messina aveva ritenuto che «permane il concreto pericolo di reiterazione di analoghe condotte criminose», ma allo stesso tempo erano «attenuate le esigenze cautelari» tenuto conto anche dell'atteggiamento dell'indagato il quale, «pur avendo la concreta possibilità di sottrarsi all'esecuzione della misura, durante l'esame dinanzi alla Camera, si è spontaneamente costituito».
MISURA CAUTELARE IN CARCERE. Una decisione che adesso il Tribunale del Riesame, accogliendo il ricorso presentato dalla procura di Messina, ha ribaltato: disponendo la misura della custodia cautelare in carcere in sostituzione degli arresti domiciliari.
Il giudice «sospendono l'esecuzione» del provvedimento «sino al momento in cui diventerà definitivo».
Il 7 agosto la Camera aveva detto sì alla concessione delle trascrizioni delle intercettazioni telefoniche a carico di Genovese. L'Assemblea aveva autorizzato soltanto le comunicazioni precedenti alla iscrizione nel registro degli indagati del parlamentare, avvenuta il 12 dicembre del 2011.
RICORSO IN CASSAZIONE. Appresa la notizia, l'avvocato Nino Favazzo, legale di Genovese, ha replicato di voler «valutare con attenzione l'ordinanza» e ha anticipato di voler «presentare ricorso in Cassazione per far valere le ragioni» del suo assistito.
«Mi stupisce molto questa ordinanza», ha osservato Favazzo, «che a una prima lettura mi sembra debole e inconsistente. Si sostiene, in sintesi, che Genovese controllasse la Formazione da casa, e che l'unico posto dove non possa farlo è il carcere. Mi sembra che la decisione sia più legata ad altre decisioni prese dal Tribunale che hanno avuto un effetto 'trascinamento' sul mio assistito. Non ci sono dubbi che dopo avere letto in maniera approfondita l'ordinanza presenteremo ricorso avverso in Cassazione».

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