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ALTA TENSIONE 30 Agosto Ago 2014 1348 30 agosto 2014

Ucraina, l'Ue: «La Russia fermi le ostilità»

Parigi: «Pronti a inasprire le sanzioni».

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Nel giorno in cui il presidente ucraino Petro Poroshenko è volato a Bruxelles per incontrare i capi di Stato e di governo europei, e l'Alto commissario per la Politica estera Catherine Ashton ha invitato Mosca a fermare le ostilità, dal governo inglese sono arrivate nuove accuse all'indirizzo della Russia.
Secondo fonti di Downing Street citate dalla Cnn, infatti, i soldati inviati dal Cremlino del Sud Est dell'Ucraina sono più di 4 mila. Una cifra di gran lunga superiore a quella sbandierata dallo zar Vladimir Putin (un migliaio).
CAMERON ALL'ATTACCO. «La situazione in Ucraina, invasa dalla Russia, è del tutto inaccettabile», ha spiegato il premier britannico David Cameron entrando al summit Ue per decidere le posizioni di vertice delle istituzioni europee, «e se resta così ci saranno conseguenze».
PERICOLI PER L'EUROPA. Dagli Usa, intanto, sono arrivate altre accuse. Secondo la Cnn, la Russia ha dispiegato 20 mila militari al confine, «e altri potrebbero arrivare presto».
A rincarare la dose di attacchi al Cremlino ci ha pensato il ministro dell'Interno Angelino Alfano, che ha partecipato alla riunione del vertice dei leader del Ppe che precede il Consiglio europeo a Bruxelles, alla presenza del presidente ucraino Poroshenko. Il leader di Kiev, secondo il titolare del Viminale, ha fatto «un importante intervento sulla libertà e sulla pace in Ucraina» e «ha messo a nudo una vera emergenza che non è solo dell'Ucraina e neanche solo dell'Europa».
INASPRIMENTO DELLE SANZIONI UE. Le accuse di Usa e Ue non fanno che aumentare le tensioni tra Mosca e Bruxelles. L'Ue, il 30 agosto, ha esortato Putin a «porre un freno alle ostilità, porre un freno al passaggio di equipaggiamenti nella zona di conflitto e ritirare le sue forze armate dalla Russia». Richieste che lo zar, evidentemente, non ha intenzione di esaudire. E allora via all'inasprimento delle sanzioni: «Saranno sicuramente aumentate», ha confermato il presidente francese François Hollande. I dettagli sono attesi in serata.
LA LITUANIA: «MOSCA IN GUERRA CON UE». «Dobbiamo dire chiaramente che se la Russia è in guerra con l'Ucraina, Paese che vuole entrare in Ue, è come se fosse in guerra con l'Europa e per questo dobbiamo aiutare l'Ucraina militarmente affinché si difenda», ha aggiunto il presidente lituano Dalia Grybauskaite.
GRUPPO DI CONTATTO IL PRIMO SETTEMBRE. Il 'gruppo di contatto' sulla crisi ucraina è previsto lunedì primo settembre a Minsk. Lo ha annunciato il ministero degli Esteri bielorusso precisando che all'incontro parteciperanno rappresentanti di Russia, Ucraina e Osce.
ACCUSE TRA SERBIA E KOSOVO. Scintille e duro scambio di accuse tra serbi e kosovari al Consiglio di sicurezza dell'Onu dedicato al Kosovo. Protagonisti i due ministri degli esteri: il kosovaro Enver Hoxhaj ha accusato Belgrado, stretta alleata di Mosca, di partecipare tacitamente all'aggressione russa nell'est dell'Ucraina, citando in particolare la presenza di volontari nazionalisti serbi che combattono a fianco dei separatisti filorussi. Accuse queste definite «classica propaganda» dal serbo Ivica Dacic, che da parte sua ha ricordato il carattere «illegale e illegittimo» dell'indipendenza dalla Serbia proclamata unilateralmente dal Kosovo nel febbraio 2008.
RILASCIATI I DIPLOMATICI RUSSI. Nel frattempo s'è risolto il giallo dei due diplomatici russi - il terzo segretario Andrei Golovanov e l'addetto diplomatico Mikhail Shorin - arrestati a Kiev e che l'ambasciata russa in Ucraina aveva dichiarato ufficialmente dispersi.
I due, secondo quanto ha riferito il ministero degli Esteri russo, sono stati rilasciati e sono tornati in patria.
PRONTA NUOVA OFFENSIVA. Nell'Est dell'Ucraina, però, la tensione resta altissima. I miliziani separatisti hanno fatto sapere di star preparando «una seconda controffensiva». A riferirlo è stato il nuovo premier dell'autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk, Aleksandr Zakharcenko, citato dall'agenzia Ria Novosti.
I separatisti hanno sostenuto anche di aver catturato oltre 100 militari ucraini appartenenti ai reparti rimasti circondati vicino al villaggio di Starobesheve. Inoltre hanno fatto saper che «l'esercito ucraino ha lasciato» sul campo di battaglia «un sacco di materiale, munizioni e un bel po' di trofei», tra cui «40 mezzi militari» che sarebbero finiti nelle mani dei miliziani «nelle ultime 24 ore».

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