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SALUTE 31 Agosto Ago 2014 0900 31 agosto 2014

Farmaci psichedelici, la rivoluzione della medicina americana

Sostanze allucinogene efficaci, ma vietate in Usa.

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Negli Usa la Dea impone forti limitazioni agli studi sulle droghe psichedeliche.

Potrebbero curare ansia, depressione, disturbi post-traumatici da stress e disturbi ossessivi-compulsivi. Ma le sostanze psichedeliche, fin dagli Anni 40, hanno subito l'ostracismo delle frange più conservatrici della politica. Finché la comunità scientifica non è tornata a interessarsi delle particolari droghe, ancora considerate come possibili agenti terapeutici.
NUOVE RICERCHE. Secondo quanto ha riferito una ricerca pubblicata dalla rivista scientifica Scientific American, infatti, in primavera alcuni ricercatori svizzeri hanno svelato i risultati del primo studio sui farmaci psichedelici, dopo oltre 40 anni di silenzio.
STUDIO SULLE DROGHE. Gli esperti elvetici hanno chiarito come la Mdma, più comunemente nota come Ecstasy in grado di indurre sensi di euforia, ha avuto effetti positivi nella cura dell'ansia; allo stesso modo la ketamina, l'anestetico usato anche in campo veterinario e che può indurre allucinazioni se assunta in dosi massicce, è utile nei casi di depressione.
UTILI PER ANSIA E STRESS. Inoltre, gli esperti hanno condotto test sulla psilocibina, una triptamina allucinogena che produce distorsioni nella percezione temporale, collegandola alla cura dell'ansia, dei disturbi ossessivi-compulsivi (Doc) e dei disturbi post traumatici da stress.
Per quanto riguarda l'Lsd - sostanza capace di produrre allucinazioni visive e di alterare la percezione temporale - gli studiosi svizzeri hanno sperimentato trattamenti per la cura dell'ansia e dell'alcolismo.
STOP DELLA DEA. Tuttavia, a mettere i bastoni tra le ruote sono sempre le politiche restrittive sugli studi delle sostanze.
Negli Usa, infatti, Mdma, ketamina, Lsd e psilocibina sono catalogate come «droghe illegali» dalla Drug enforcement administration (Dea) e il loro uso in medicina è vietato, nonostante le numerose ricerche che evidenziano il loro potenziale utilizzo terapeutico.
APPELLO NEGLI USA. A giugno, poi, la Drug policy alliance - una Ong americana che si batte per introdurre certe droghe in campo medico - e la Multidisciplinary association for psychedelic studies - altra associazione no profit Usa che sostiene le ricerche per dimostrare l'efficacia di alcune sostanze - hanno pubblicato un rapporto dove svelano come la Dea abbia ostacolato gli studi nel campo dei farmaci psichedelici.
RICLASSIFICARE LE SOSTANZE. Eppure la Dea e la Food and drug administration - l'ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici - hanno spiegato che le ricerche non sono ancora sufficienti per valutare la nuova categorizzazione di certe sostanze.
L'appello estivo arrivato dagli Usa, però, punta a trasferire la competenza delle droghe a un'altra agenzia, come la National academy of sciences. Potrebbe essere la svolta per una rivoluzione. Perché finché le sostanze psichedeliche non saranno riclassificate, non cambierà nulla.

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