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RUSSIA 31 Agosto Ago 2014 1247 31 agosto 2014

Ucraina, Putin: «Negoziare nuovo Stato»

Il presidente russo: «Proteggere interessi nel Sud Est del Paese».

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Il presidente della Russia, Vladimir Putin.

Il presidente russo Vladimir Putin ha chiesto dei negoziati in vista della creazione di un nuovo Stato nell'Ucraina dell'Est.
«Dobbiamo cominciare immediatamente discussioni su questioni che riguardano la creazione di uno Stato per il Sud Est dell'Ucraina, per proteggere gli interessi legittimi delle persone che ci vivono», avrebbe detto Putin in un'intervista alla tivù statale Rossiya.
PORTAVOCE: «È STATO FRAINTESO». Secondo il suo portavoce Dmitri Peskov, però, sarebbe stato frainteso: non si riferiva alla necessità di creare nell'Ucraina dell'Est un nuovo Stato, ma a quella di colloqui inclusivi all'interno dell'Ucraina. Le parole del leader del Cremlino sarebbro state «mal interpretate». Peskov, in particolare, ha definito «totalmente fuori questione» conferire un qualche status alla cosiddetta Novorossia: un'espressione rispolverata di recente da Putin, che in epoca zarista indicava la regione russa coincidente oggi con il Sud Est ucraino.
«CRISI COLPA DELL'EUROPA». Il presidente russo ha fatto le sue dichiarazioni nel corso di una trasmissione televisiva registrata venerdì 29 agosto. Fino ad ora, la Russia aveva chiesto che le regioni orientali ucraine, in prevalenza russofone, godessero di un'autonomia maggiore all'interno di un sistema federale non centralista. Putin ha comunque addossato all'Ue la responsabilità della crisi ucraina, per aver sostenuto il movimento di protesta che portò alla rimozione a febbraio del presidente filorusso Viktor Yanukovic: «Avrebbero dovuto sapere che la Russia non sarebbe potuta rimanere a guardare mentre si spara sulla gente a bruciapelo. Non lo Stato russo, ma il popolo russo».
NUOVE SANZIONI DALL'UE. Intano però l'Unione Europea ha dato un ultimatum alla Russia. Mosca ha una settimana di tempo per cambiare la sua politica contro Kiev, pena nuove sanzioni di tipo economico. Il governo ucraino sabato 30 agosto aveva lanciato l'allarme, affermando che la situaizone sul campo era in procinto di precipitare verso il «punto di non ritorno», in direzione di una «guerra su larga scala». E nella notte fra sabato 30 e domenica 31 agosto il presidente del Consiglio Europeo, Herman Van Rompuy, aveva annunciato «ulteriori passi significativi» da parte dell'Ue.
MERKEL: «NO A SOLUZIONE MILITARE». Il cancelliere tedesco, Angela Merkel, è intervenuta per chiarire che tutti i Paesi europei sono in ogni caso d'accordo sul fatto che «non ci può essere una soluzione militare alla crisi. Il conflitto dev'essere risolto per via politica». Gli Stati Uniti hanno accolto positivamente la decisione europea di preparare nuove sanzioni, poi è arrivato l'appello da parte russa per la creazione di un nuovo Stato: negoziati «sostanziali» quelli chiesti da Putin, «non su questioni tecniche, ma sull’organizzazione politica della società e sul sistema statale nel Sud Est dell’Ucraina, allo scopo di garantire incondizionatamente gli interessi delle persone che vivono lì».

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