ANALISI 1 Settembre Set 2014 1600 01 settembre 2014

Estate 2014, fenomenologia del cafone delle vacanze

S'esibiscono senza tabù violando l'intimità.

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Da Barcellona a Gallipoli, gli italiani in vacanza non si sono certo distinti per bon ton (guarda le foto). Il cattivo gusto l’ha fatta da padrone.
Il caldo, si sa, dà alla testa, ma nel 2014 non si può proprio dare la colpa al sol leone. Viste le temperature registrate fino a ora.
Come si spiegano allora episodi quali quello accaduto proprio nella capitale della Catalogna dove tre vacanzieri nostrani, dopo essersi denudati in un minimarket, se ne sono andati in giro senza veli per la città? Per non parlare dei due ragazzi ripresi sulla spiaggia della cittadina leccese mentre praticavano sesso orale.
SPAZIO ALL'EXTIMITÀ. A sentire il noto psichiatra e sessuologo Willy Pasini, che tra l’altro ha da poco dato alle stampe Libere e a volte sfrontate (edizioni Mondadori), non c’è altra spiegazione: «L’intimità è stata sostituita dall’extimità. In sostanza, oggi, si vale per quel che si mostra. E questo stile è diventato regola».
Proprio la fellazione «è ormai un fenomeno pubblico»: «Non riguarda più la sfera intima della coppia», sottolinea con Lettera43.it l’esperto, «ma deve essere esibito agli altri».
TABÙ SUI SENTIMENTI. In pratica, l’outing è diventato termometro di valore. Ecco allora spiegato anche il caso dei turisti colti in flagranza mentre urinavano nei cestini a Venezia.
Insomma, oltre il tasso, per quanto elevato, di cafoneria, c’è di più. Da qui a concludere che non esistono più veti, però, ce ne passa: «Il tabù esiste. Ma si è spostato dal sesso ai sentimenti. Niente di strano, dunque, se due ragazzi che fanno sesso orale senza problemi, poi invece hanno difficoltà a sbandierare che si vogliono bene».
ESIBIZIONISMO PER TUTTI. Questo vale sia per gli uomini sia per le donne. Anzi, come spiega Pasini, «Se fino a 10 anni fa a prevalere era l’esibizionismo maschile, oggi, anche per una rivalsa di genere, domina quello femminile».
Una cosa comunque è certa: la nuova frontiera della sfrontatezza non ha un target predefinito. Abbraccia tutti, uomini e donne, adulti e giovani.

La libertà sessuale è gratuita e accessibile a tutti

Il sessuologo Willy Pasini.

La crisi economica ha giocato la sua parte: «Piuttosto che comprare un’automobile, essere più libero sessualmente non costa niente». Come del resto, la Rete: «L’accesso facile a internet ha inciso eccome», evidenzia il sessuologo, «il sexting, per esempio, è un fenomeno comune che riguarda il 20-30% degli adolescenti italiani».
Il discrimine, casomai, è un altro: «È evidente che i soggetti con un livello culturale più basso sono anche i più colpiti. Queste persone, infatti, si sentono libere solo mostrandosi».
I COLPI DI TESTA DEI POLITICI. Come si spiega allora un caso come quello di Anthony Weiner, l’ex deputato democratico candidato a sindaco di New York che nel 2011 si dimise dopo aver inviato via Twitter foto osé a diverse donne?
Oppure, rimanendo nei confini nostrani, l’esibizionismo spinto, per quanto relegato a una festa privata, del party organizzato nel 2010 dal consigliere della Regione Lazio, Carlo De Romanis, tra sexy ancelle e maschere da maiale?
Pasini non ha dubbi: «La mia tesi rimane valida. A volte, infatti, persone che ricoprono ruoli istituzionali si sono arricchite velocemente. Insomma le risorse economiche sono cresciute più in fretta della loro cultura».
INCIVILTÀ DI PROTESTA. Tuttavia, l’esibizionismo non riguarda solo la sfera del sesso. Il desiderio di esibire la propria libertà spesso e volentieri si manifesta anche in comportamenti poco consoni al vivere civile. E questi mesi estivi ne offrono un variegato campionario. Dagli episodi di vandalismo che si sono registrati alla Scala dei Turchi in Sicilia, dove i turisti non si sono fatti scrupolo a rompere pezzi di roccia pur di portarsi a casa un souvenir, alle automobili parcheggiate sul bagnasciuga ad Agrigento.
ADDIO AL RISPETTO. «Molte persone in vacanza non hanno cultura del rispetto», conclude il professore, «ma al di là di questo, c’è un aspetto sociale da non trascurare: la crisi del Paese ha generato rabbia nella gente. E simili comportamenti rappresentano anche una forma di protesta. La più facile in questo momento».

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