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EMERGENZA 1 Settembre Set 2014 0730 01 settembre 2014

Immigrazione, il piano di Alfano per potenziare Frontex Plus

Le richieste del Viminale all'Europa.

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Una nave della Guardia costiera in azione nel Mediterraneo.

Non s'è limitato a ottenere l'aiuto dell'Europa per far fronte all'emergenza migranti. Il ministro dell'Interno Angelino Alfano, che ha incassato il via libera per l'operazione Frontex Plus - destinata a sostituire Mare Nostrum (nell'ultimo weekend ha salvato 4 mila persone, come ha spiegato la Marina militare) - ha pure messo a punto il piano per affrontare la nuova ondata migratoria. Che ora deve essere valutato da Bruxelles.
A riferire la strategia del Viminale, è stato il Corriere della sera, secondo cui Alfano ha pensato ad almeno cinque navi e due aerei per pattugliare il Mediterraneo e affiancare i mezzi che già ci sono per arrivare ad avere 10 unità in mare e quattro in aria.
AIUTARE I MIGRANTI. Il ministro, infatti, teme che Frontex Plus si trasformi in un'operazione di polizia che punti a respingere piuttosto che accogliere i migranti. Mentre, finora, l'Italia ha lavorato proprio per controllare il mare ed evitare i naufragi dei disperati salpati dalle coste dell'Africa del Nord.
Il Viminale ha chiesto che sia tutta l'Unione europea a farsi carico dei nuovi arrivati, sottolineando come il nostro Paese sia ormai al collasso (Alfano ha allertato i prefetti per assistere ben oltre 115 mila persone): da giugno ad agosto sono arrivati in 70 mila in Italia e gli sbarchi non accennano a fermarsi.
OSTACOLI IN EUROPA. Il primo ostacolo per il ministro passa da Germania e Spagna. Il rappresentante del governo di Matteo Renzi è in partenza per una missione diplomatica a Berlino e Madrid proprio per ottenere il consenso politico alla condivisione tecnica dell'emergenza. Ma se la Francia ha dato il suo ok, più difficile sarà ottenere quello di Germania e Spagna: i tedeschi sostengono di fare già la loro parte accogliendo i profughi, mentre gli spagnoli non hanno intenzione di aprire ai flussi in arrivo dal Nord Africa.
PROFUGHI RESPINTI. Da risolvere, infatti, resta il nodo di chi debba dare ospitalità ai profughi. Recentemente Svezia, Germania e Francia hanno annunciato di voler ricorrere al trattato di Dublino e riportare indietro i migranti che hanno richiesto asilo e che sono sbarcati sulle nostre coste lasciando il Paese senza un documento.
Il regolamento comunitazioni, infatti, impone che sia lo Stato membro dell'Ue competente ad esaminare una domanda di asilo o riconoscimento dello status di rifugiato in base alla Convenzione di Ginevra.
SERVONO I SOLDI. Infine Alfano, nella sua missione, deve strappare un accordo per gli stanziamenti economici che ogni Paese, ma pure Bruxelles, deve mettere in campo per l'emergenza. Dai calcoli degli esperti italiani, si tratta di un finanziamento di circa 500 euro l'ora. E su questo punto è possibile che si scateni il dibattito.

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