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SCANDALO 1 Settembre Set 2014 1609 01 settembre 2014

Turchia, agente fa selfie mentre ragazzo si uccide

Scatto sul ponte del Bosforo: scoppia lo sdegno sui social.

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L'agente di polizia finito nell'occhio del ciclone per il selfie sul Ponte del Bosforo (© Hurriyet online).

Non ha certo migliorato le già difficili relazioni fra popolazione e polizia turca l'iniziativa di un agente di Istanbul, che la mattina di lunedì primo settembre ha deciso di immortalarsi in uno spettacolare 'selfie' sul Ponte del Bosforo, proprio mentre dietro di lui i suoi colleghi tentavano di convincere un giovane dal rinunciare a suicidarsi. La scena, ripresa da un testimone, ha fatto insorgere le reti sociali, già incandescenti nei confronti della polizia dalla feroce repressione, lo scorso anno, delle proteste dei giovani di Gezi Park.
SCATTO DURANTE UN SUICIDIO. Lo scatto, pubblicato da Hurriyet online, mostra l'agente, in berretto bianco, stivali e giubbotto nero e giallo fluo, inarcato all'indietro davanti al telefonino. Dietro di lui altri agenti sono impegnati in un drammatico dialogo con Sadrettin Saskin, 35 anni, pronto a lanciarsi nel vuoto. Il giovane era al suo terzo tentativo di suicidio. Secondo la stampa aveva problemi familiari ma soprattutto finanziari, come un numero crescente di turchi sempre più indebitati per comprare case, macchine e beni di consumo nella Nuova Turchia proiettata verso il 'decimo posto' nell'economia mondiale promesso dal presidente islamico Recep Tayyip Erdogan. Ma le parole degli agenti non sono bastate. Saskin ha scavalcato il parapetto e si è gettato nel vuoto. Schiantandosi, 62 metri più in basso, contro le onde del mare.
IL GIOVANE MORTO NEL TRAGITTO VERSO L'OSPEDALE. Il Ponte sullo Stretto ha la tetra fama di essere il luogo 'ideale' per i suicidi. Molti già si sono tolti la vita qui lanciandosi nel Bosforo. Due anni fa il ponte Fatih Sultan Mehmet era stato teatro del dramma della pallavolista italiana Giulia Albini, 30 anni. La ragazza all'una di notte si era gettata anche lei nel Bosforo. Il suo corpo era stato trovato la mattina dopo da un pescatore a Kandili, sulla riva asiatica di Istanbul. Saskin non è morto sul colpo. Gli agenti che erano stati inviati sotto il ponte, per ogni evenienza, lo hanno estratto dall'acqua che ancora respirava. È morto nel tragitto verso l'ospedale. Della vicenda rimane ora la tragicomica testimonianza del 'selfie' del poliziotto. La foto che lo riprende mentre si auto-fotografa ha fatto ribollire internet. L'uomo è stato accusato di insensibilità, di indifferenza verso la sofferenza di un altro essere umano. Potrebbe subire sanzioni disciplinari. La direzione della polizia di Istanbul ha fatto sapere di avere avviato un'inchiesta. Ma l'esperienza di Gezi Park fa pensare che la procedura non porti a nulla, o a misure solo simboliche.


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