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GIUSTIZIA 2 Settembre Set 2014 1650 02 settembre 2014

Greenpeace, in Francia 55 vanno a processo

Alla sbarra per un'irruzione a marzo.

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Un attivista di Greenpeace guarda verso il reattore della centrale nucleare di Fessenheim.

Si è aperto in Francia il processo nei confronti di 55 attivisti di Greenpeace, tra cui sette italiani, accusati di essersi introdotti, nel marzo scorso, nella centrale nucleare di Fessenheim, nell'Est del Paese. Oltre agli italiani, avevano partecipato al blitz 21 tedeschi, tre austriaci, tre ungheresi e solo due francesi. Ma anche quattro turchi, un australiano e un israeliano. Il verdetto non dovrebbe arrivare prima di venerdì 5 settembre.
SALITI SUL REATTORE. Il 18 marzo scorso, gli attivisti erano giunti davanti alla centrale di Fessenheim, con alcuni di loro che erano riusciti ad accedere in cima al reattore. Obiettivo? Protestare contro i problemi di sicurezza legati al nucleare. In servizio dal 1977, quella di Fessenheim è la più vecchia centrale transalpina, situata nei pressi del confine tedesco.
CHIUSURA PREVISTA PER IL 2016. Il presidente francese, François Hollande, ha annunciato, per fine 2016, la sua chiusura. Ma i militanti temono che l'impegno non venga rispettato e chiedono che avvenga in modo più rapido. Il blitz ha anche suscitato profonde inquietudini circa la facilità con cui i militanti sono riusciti ad accedere all'interno della centrale. Una questione che ha posto seri interrogativi sulla sicurezza. Gli attivisti rischiano fino a cinque anni di prigione. Ma in simili casi già avvenuti in passato, le condanne non hanno mai superato i sei mesi con la condizionale.

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