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CRONACA 2 Settembre Set 2014 0815 02 settembre 2014

Jesi, minaccia i passanti con il machete

Un africano armato di coltelli ha ferito un carabiniere.

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Un momento dell'inseguimento a Jesi.

Panico tra le vie di Jesi. Per oltre un'ora, dalle 19.30 a poco prima delle 21 dell'1 settembre, si è ripetuto un nuovo caso Adam Kabobo, l'africano che uccise tre uomini a picconate a Milano nel 2013. Un giovane di origini africane - alla fine identificato come Precious Omobogbe, 25 anni nigeriano, pluripregiudicato (anche per resistenza a pubblico ufficiale) e disoccupato, già arrestato a fine agosto - si è aggirato nella zona di Porta Valle, a ridosso delle mura storiche della città minacciando di decapitare i passanti armato con due machete.
FERITO UN CARABINIERE. Il bilancio finale è stato contenuto rispetto al tragico episodio milanese: un solo ferito, il comandante della locale Compagnia carabinieri, capitano Mauro Epifani, raggiunto di striscio al fianco sinistro, subito prima di riuscire a bloccare e arrestare l'uomo.
Il giovane aveva infranto la vetrina di un'armeria in una vicina galleria commerciale e si era impadronito di tre coltelli.
Uno gli era subito sfuggito di mano, gli altri li aveva branditi contro i passanti, pronunciando frasi sconnesse. Subito lo avevano inseguito carabinieri, poliziotti in borghese armati di bastoni e vigili urbani.
HA CERCATO RIFUGIO IN CHIESA. Esplosi anche alcuni colpi di arma da fuoco, uno dei quali lo ha raggiunto di striscio ad una gamba. Il fuggitivo era comunque riuscito ad allontanarsi, cercando di rifugiarsi nella chiesa di San Pietro Apostolo. Sui gradini del portico della chiesa è stato circondato dalle forze di polizia.
Il capitano Epifani gli si è avvicinato con le mani alzate, tirandosi dietro la madre del giovane per convincerlo ad arrendersi.
Ma quando è stato a tiro l'ufficiale è stato raggiunto da un colpo laterale di machete, che lo ha lievemente ferito. L'aggressore è stato bloccato e arrestato. Quando ha agito forse aveva assunto sostanze stupefacenti.
FERITI ALTRI DUE AGENTI. Oltre a Epifani altri due militari sono rimasti contusi nella colluttazione con Omobogbe che ad un fotografo ha detto «vieni che ti faccio vedere la sua testa (del capitano, ndr)».
SELFIE TRA I CURIOSI MALGRADO IL TERRORE. Nonostante gli attimi di panico nella zona si sono radunati anche una cinquantina di curiosi, alcuni dei quali non hanno disdegnato 'selfie', mentre carabinieri e polizia stavano bloccando il nigeriano. L'uomo è stato infine bloccato e arrestato grazie anche al coraggio del cap. Oltre a Epifani altri due militari sono rimasti contusi nella colluttazione con Omobogbe che ad un fotografo ha detto «vieni che ti faccio vedere la sua testa (del capitano, ndr)».
IL NEGERIANO GIÀ ARRESTATO 4 VOLTE. Tra gennaio e agosto Omobogbe era stato arrestato e liberato già quattro volte a Bologna, Pistoia, Fossato di Vico e a Jesi dove, l'11 agosto, aveva minacciato con un coltello l'ex compagna e aggredito un carabiniere.

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