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RIVELAZIONI 2 Settembre Set 2014 0633 02 settembre 2014

Strage di Ustica, desecretate le carte sull'inchiesta

Rese pubbliche le carte delle indagini sul disastro.

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Resti dell'aereo di linea Douglas DC-9 I-TIGI, appartenente alla compagnia aerea Itavia.

Tra la Libia di Gheddafi e gli Stati Uniti, i possibili responsabili della strage di Ustica rimangono un mistero, ma dall'1 settembre 2014, gli italiani hanno il diritto di saperne qualcosa in più.
Come ha riportato il quotidiano La Repubblica, il ministero degli Esteri ha desecretato le carte sulle indagini riguardanti l'abbattimento del Dc-9 Itavia avvenuto il 27 giugno del 1980.
L'ACCUSA A GHEDDDAFI. Il mistero sulla strage resta ancora fitto, ma sono emersi molti dettagli sugli scenari emersi nel corso degli anni, e sullo scambio di accuse.
A partire dalle dichiarazioni di Abdel Hamid Baccouch, primo ministro libico durante il regime di Gheddafi, che nel 1992 ha attribuito la responsabilità al dittatore, ritenendo l'abbattimento dell'aereo un «atto anti italiano in reazione all'azione italiana di garanzia sulla neutralità di Malta».
ATTIVITÀ MILITARE SUL TIRRENO. Tra queste carte è emerso anche un Memorandum del 2000, nel quale vengono riportati i rapporti tra i governi dell'Italia e quelli del resto del mondo. Secondo Repubblica, buona parte di questo documento è dedicata a un «balletto di verità e smentite su un'intensa attività militare nel Tirreno, la notte del 27 giugno 1980».
Sempre dal Memorandum sono emerse anche le bugie degli Stati Uniti. Il governo d'Oltreoceano ha sempre sostenuto che nell'area dell'indicente non c'erano né navi, né aerei Usa. Una posizione smentita sia dalle rilevazioni radar dell'epoca, con aerei non identificati decollati da portaerei americane e francesi, che dalle dichiarazioni del comandante della nave Saratoga, che ha ammesso di aver visto sul radar un traffico aereo molto intenso «nell'area di Napoli, soprattutto in quella meridionale».
IL CASCO DEL PILOTA AMERICANO. Un altro mistero emerso da questi documenti riguarda un casco da aviatore con la scritta «John Drake». Era stato trovato in mare, nei pressi del Dc-9 abbattuto, e sarebbe stato di un militare americano che, decollato con il suo aereo da un mezzo navale, si era dovuto lanciare in mare.
Il casco, insieme agli altri reperti, era stato portato all'aeroporto Boccadifalco di Palermo. Poi, quando tutti gli oggetti sono stati trasportati da Palermo a Napoli, il casco «è andato smarrito o con più probabilità è stato fatto sparire».

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