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SCONTRO 2 Settembre Set 2014 1030 02 settembre 2014

Ucraina, da Mosca dottrina militare più dura

Il Cremlino: «Ci adatteremo a presenza soldati Nato sul confine».

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Sergei Lavrov, ministro degli Esteri russo.

Non sembra esserci alcuna distensione in arrivo sul fronte ucraino. La Russia ha già fatto sapere di voler adattare la sua dottrina militare tenendo presente il comparire di nuove minacce e in particolare il rafforzamento della Nato alle sue frontiere.
Lo ha detto un alto responsabile militare russo. «Tutto dimostra la volontà delle autorità degli Stati Uniti e della Nato di proseguire nella loro politica di deterioramento delle relazioni con la Russia», ha detto Mikhail Popov, vicesegretario del Consiglio di sicurezza russo.
LAVROV: «OCCIDENTE INCORAGGIA LA GUERRA». Sul tema si è espresso anche il ministro degli Esteri di Mosca, Sergei Lavrov: «La proposta di rinunciare allo status di neutralità da parte dell'Ucraina dimostra che il 'partito della guerra' a Kiev cerca di minare l'iniziativa di pace di cui si è parlato tra l'altro all'incontro di Minsk», ha detto il capo della diplomazia russa aggiungendo un'accusa all'Occidente: «Purtroppo da parte di Washington, di alcune capitali europee, di Bruxelles, della Nato, si tenta di incoraggiare il 'partito della guerra' a Kiev».
BARROSO: «PUTIN VUOLE PRENDERE KIEV IN DUE SETTIMANE». Intanto il Cremlino ha dovuto dare spiegazioni sulle dichiarazioni che il presidente della Commissione Ue José Manuel Barroso, intervistato dal quotidiano La Repubblica, ha attribuito a Vladimir Putin il primo settembre.
Secondo Barroso, il leader russo avrebbe minacciato di poter prendere Kiev in due settimane quando gli ha chiesto conto della presenza di soldati russi in Ucraina.
MOSCA: «PAROLE ESTRAPOLATE DAL CONTESTO». «Che queste parole siano state pronunciate o meno, penso che questa citazione sia stata estrapolata dal suo contesto e che avesse un significato totalmente diverso», ha osservato il consigliere diplomatico presidenziale Yuri Ushakov.
Quest'ultimo ha criticato anche il comportamento di Barroso: «Questo va al di là delle pratiche diplomatiche, se è stato fatto. Mi sembra che non sia degno di una figura politica seria».

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