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SFIDA AL CONFINE 2 Settembre Set 2014 2208 02 settembre 2014

Ucraina, Nato-Mosca: sale la tensione

L'Alleanza annuncia esercitazioni a Est.

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Un'esercitazione della Nato.

Con l'aggravarsi della febbre di guerra in Ucraina sale anche la temperatura della tensione tra la Russia e la Nato. Mentre Kiev ha sostenuto che «una grande guerra» con la Russia è alle porte e potrebbe provocare «decine di migliaia» di morti, Mosca ha accusato la Nato di «esasperare le tensioni», con il progetto di schierare truppe nell’est Europa, e ha assicurato che agirà di conseguenza.
«È la prova della volontà dei leader degli Usa e della Nato di continuare la loro politica di deterioramento delle relazioni con Mosca», ha accusato il vice segretario del consiglio di sicurezza russo, Mikhail Popov.
4 MILA UOMINI NATO PRONTI ALL'INTERVENTO. Alla vigilia di due vertici cruciali come quello dell'Alleanza e quello della Ue sulle nuove sanzioni contro Mosca il Cremlino promette così di rispondere all'intenzione della Nato di adottare nel summit del 4-5 settembre nel Galles un piano per dislocare una forza di intervento rapido nei Paesi baltici e in alcuni Paesi dell'Europa orientale che si sentono minacciati dal comportamento aggressivo della Russia in Ucraina.
Secondo fonti americane e Nato, si tratterebbe di 4 mila uomini capaci di rispondere in 48 ore.
MOSCA VUOL EVITARE L'INGRESSO DI KIEV NELLA ALLEANZA. Senza violare l'accordo Nato-Russia del 1997, che vieta basi permanenti nell'Europa centro-orientale. Ma è quanto basta per provocare la Russia su quella che resta la sua linea rossa, ossia evitare l'accerchiamento della Nato. Del resto se Mosca è intervenuta in Crimea, annettendola, e nell'Est ucraino è prima di tutto per evitare che Kiev entri nell'Alleanza, come ha dichiarato invece di voler fare nei giorni scorsi rinunciando alla sua neutralità.
ESERCITAZIONI NATO IN 9 PAESI TRA CUI L'ITALIA. La visita di Obama in programma il 3 settembre in Estonia per mettere in guardia Putin dal prendersela con un Paese membro dell'Alleanza è destinato solo a far acuire le tensioni. Così come «l'esercitazione» su larga scala con centinaia di militari di nove Paesi Nato - tra cui l'Italia, con i parà della Folgore - cominciata il 2 settembre tra Polonia, Germania e Stati baltici. L'esercitazione Steadfast Javelin II, destinata a proseguire fino a lunedì 8 settembre, è stata pensata proprio per rassicurare i Paesi dell'Europa orientale, ha fatto sapere la Nato.
Il Comando delle forze di terra della Nato ha informato che l'operazione è stata «trasformata in una esercitazione multi-nazionale su larga scala e coinvolge centinaia di veicoli, aerei e soldati da nove diversi Paesi». Ha luogo in Germania, Estonia, Lettonia, Lituania e Polonia. L'esercitazione, ha scritto il Comando Nato, è «disegnata per dimostrare l'impegno della Nato all'obiettivo fondamentale di salvaguardare la libertà e la sicurezza dei suoi membri e partner».

Mogherini: «Il 5 settembre decisione su nuove sanzioni a Mosca»

Federica Mogherini.

Il ministro degli Esteri italiano Federica Mogherini, neo capo della diplomazia europea, ha intanto annunciato che venerdì 5 settembre è prevista una decisione sulle nuove sanzioni Ue contro Mosca. E ha condiviso le dure parole del presidente tedesco Joachim Gauck sul fatto che la Russia ha messo fine di fatto alla partnership strategica con l'Europa (guarda il video).
GELO NEI RAPPORTI RUSSIA-UE DOPO SULLA CHIMATA PUTIN-BARROSO. Sui rapporti con Bruxelles è sceso anche il gelo del Cremlino verso il presidente della Commissione Barroso, 'reo' di aver violato la riservatezza di una telefonata con Putin divulgando una frase minacciosa del leader russo, che gli avrebbe detto di potersi prendere Kiev in due settimane. Una frase «estrapolata dal contesto» e con «un significato totalmente diverso», secondo il Cremlino, che si è detto pronto a diffondere la registrazione del colloquio per eliminare il «fraintendimento». Ma per ora Barroso non ha «nulla da aggiungere», secondo un portavoce della Commissione.

Kiev: «In 24 ore morti altri 15 soldati»

Ribelli filorussi nell'Est dell'Ucraina.

Intanto nell'Est ucraino si continua a combattere, anche se con minore intensità. Kiev ha ammesso che nelle ultime 24 ore ha perso 15 soldati, mentre 49 sono rimasti feriti. Ormai il bilancio complessivo delle vittime è salito a circa 2.600 persone, mentre quello degli sfollati interni ed esterni ha superato il milione, secondo l'ultimo bilancio dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr). Kiev chiede aiuti militari a Nato e Occidente, ma secondo il premio Nobel per la pace Lech Walesa «questo potrebbe portare ad una guerra nucleare».
PIL UCRAINO IN CROLLO DEL 6,5%. Il Paese intanto continua ad affondare, con una caduta del Pil del 6,5% prevista per quest'anno e una inflazione al 19%, tanto che il 2 settembre il Fmi ha riconosciuto che il suo piano di salvataggio di 17 miliardi di dollari potrebbe non essere sufficiente alla luce della prosecuzione e dell'aggravamento del conflitto ad Est.
IL PAESE A CORTO DI GAS. L'Ucraina cerca intanto di rafforzare la sua autonomia energetica in vista di un inverno senza il gas russo: sempre il 2 settembre sono partite le prime forniture di gas dalla Slovacchia con il 'reverse flow', ossia con gas russo venduto all'Europa e reindirizzato in senso inverso all'Ucraina. Ma la capacità massima del gasdotto è di 10 miliardi di metri cubi l'anno, un quinto del fabbisogno ucraino. Kiev ha già cominciato a risparmiare, annunciando interruzioni temporanee dell'energia.

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