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EMERGENZA 2 Settembre Set 2014 1326 02 settembre 2014

Ucraina, scontri a Est: aumentano i morti

L'Alleanza prepara le truppe a Est.

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Un filorusso nella regione di Donetsk in Ucraina.

Non sembra esserci alcuna distensione in arrivo sul fronte ucraino. La Russia ha accusato la Nato di «esasperare le tensioni», con il progetto di schierare nuove truppe nell’Est Europa e ha fatto sapere che agirà di conseguenza.
L'Alleanza ha inoltre iniziato un'esercitazione su larga scala con centinaia di militari di nove Paesi (tra cui l'Italia) tra Polonia, Germania e Paesi baltici destinata a durare fino a lunedì 8 settembre. L'obiettivo dell'operazione 'Steadfast Javelin II' è rassicurare i Paesi dell'Europa orientale.
MOGHERINI: «COLPA DI PUTIN». Intanto l'Alto rappresentante per gli affari esteri Ue, Federica Mogherini, ha detto che è «colpa di Mosca se non esiste più un partenariato strategico» e ha anticipato l'arrivo di ulteriori sanzioni.
RADDOPPIANO GLI SFOLLATI. Nelle ultime 24 ore sono stati uccisi 15 soldati di Kiev e 49 sono rimasti feriti secondo quanto reso noto dal portavoce militare Andrii Lisenko.
A causa del conflitto nell'Est del Paese, inoltre, il numero di sfollati interni in Ucraina è più che raddoppiato nelle ultime tre settimane passando dai 117 mila del 5 agosto ai circa 260 mila del primo settembre.
121 MILA RIFUGIATI IN RUSSIA. Un allarme, quello dell'Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr), che tiene conto anche degli ucraini giunti in Russia: dall'inizio dell'anno più di 121 mila hanno richiesto lo status di rifugiati a Mosca e altri 138 mila hanno fatto domanda per altre forme di permessi di residenza, ha detto un portavoce dell'Unhcr.
Ma un numero ancora più alto di ucraini giunge in Russia nell'ambito del regime di esenzione dei visti. Secondo le autorità russe, circa 814 mila ucraini sono entrati in Russia dall'inizio dell'anno. Quest'ultimo dato include anche le persone che hanno richiesto asilo o altre forme di permesso di residenza.
GUTERRES: «RISCHIO DESTABILIZZAZIONE». «Se non sarà posto rapidamente fine a questa crisi, essa avrà non solo conseguenze umanitarie devastanti ma anche il potenziale di destabilizzare l'intera regione», ha ammonito l'Alto commissario Onu per i rifugiati, Antonio Guterres. «Dopo la lezione dei Balcani è difficile credere che un conflitto di tali dimensioni possa svolgersi sul continente europeo».

Russia pronta a inasprire la dottrina militare

Il ministro degli Esteri, Sergei Lavrov.

Intanto, mentre Mogherini ha annunciato l'arrivo di nuove sanzioni contro Mosca invocando una soluzione pacifica del conflitto, la Russia ha già fatto sapere di voler adattare la sua dottrina militare tenendo presente il comparire di nuove minacce e in particolare il rafforzamento della Nato alle sue frontiere. Lo ha detto un alto responsabile militare russo. «Tutto dimostra la volontà delle autorità degli Stati Uniti e della Nato di proseguire nella loro politica di deterioramento delle relazioni con la Russia», ha detto Mikhail Popov, vicesegretario del Consiglio di sicurezza russo.
LAVROV: «OCCIDENTE INCORAGGIA LA GUERRA». Sul tema si è espresso anche il ministro degli Esteri di Mosca, Sergei Lavrov: «La proposta di rinunciare allo status di neutralità da parte dell'Ucraina dimostra che il 'partito della guerra' a Kiev cerca di minare l'iniziativa di pace di cui si è parlato tra l'altro all'incontro di Minsk», ha detto il capo della diplomazia russa aggiungendo un'accusa all'Occidente: «Purtroppo da parte di Washington, di alcune capitali europee, di Bruxelles, della Nato, si tenta di incoraggiare il 'partito della guerra' a Kiev».
BARROSO: «PUTIN VUOLE PRENDERE KIEV IN DUE SETTIMANE». Intanto il Cremlino ha dovuto dare spiegazioni sulle dichiarazioni che il presidente della Commissione Ue José Manuel Barroso, intervistato dal quotidiano La Repubblica, ha attribuito a Vladimir Putin il primo settembre. Secondo Barroso, il leader russo avrebbe minacciato di poter prendere Kiev in due settimane quando gli ha chiesto conto della presenza di soldati russi in Ucraina.
MOSCA: «PAROLE ESTRAPOLATE DAL CONTESTO». «Che queste parole siano state pronunciate o meno, penso che questa citazione sia stata estrapolata dal suo contesto e che avesse un significato totalmente diverso», ha osservato il consigliere diplomatico presidenziale Yuri Ushakov. Quest'ultimo ha criticato anche il comportamento di Barroso: «Questo va al di là delle pratiche diplomatiche, se è stato fatto. Mi sembra che non sia degno di una figura politica seria».

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