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INTERVISTA 3 Settembre Set 2014 0600 03 settembre 2014

Locri, il sindaco Calabrese contro i fannulloni

Dipendenti assenteisti. Medici compiacenti.

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Una lettera, anzi meglio: «Un appello a Gesù Cristo affinché mi dia una mano in questa difficile esperienza amministrativa». Giovanni Calabrese, 43 anni, amministra Locri dal 27 maggio 2013, giorno in cui ha vinto le elezioni guidando la lista civica Tutti per Locri. Da quel momento per lui sono cominciati i guai, che lo hanno spinto a scrivere un messaggio nientemeno che a Gesù.
La cittadina calabrese di quasi 13 mila anime, distante un centinaio di chilometri da Reggio Calabria, deve fare i conti con quella che nella sua missiva Calabrese ha definito «un’atavica problematica»: i fannulloni tanto cari all’ex ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta.
«IL PROBLEMA NON È LA ‘NDRANGHETA». «Il più grande problema della città di Locri non è solo la cosiddetta ‘ndrangheta», dice il primo cittadino calabrese, «ma parte dei dipendenti del Comune» che quotidianamente non si presentano al lavoro. Contattato da Lettera43.it, Calabrese ha esposto alcune delle situazioni con cui si trova a fare i conti tutti i giorni. Le stesse che ultimamente lo hanno costretto a sostituirsi agli assenteisti. «Il mondo sta cambiando», dice al telefono con tono amareggiato, «ma parte dei dipendenti dell’ente che amministro non lo hanno capito».

Giovanni Calabrese, sindaco di Locri.

DOMANDA. Lei è in carica da poco più di un anno, ma da quanto va avanti questa storia?
RISPOSTA.
Si tratta di una situazione che viene da lontano e che nessuna delle precedenti amministrazioni ha avuto la forza e il coraggio di affrontare e risolvere. Ora però siamo arrivati a livelli insostenibili. Al momento del mio insediamento ho rivolto un appello a tutti i dipendenti chiedendo la loro collaborazione, ma solo una parte ha risposto positivamente.
D. E gli altri?
R.
Le assenze per malattia sono continuate malgrado il fatto di aver sanato le vertenze che c’erano fra i dipendenti e l’amministrazione.
D. Ha sporto denuncia?
R.
Assolutamente sì. Sono state effettuate le dovute segnalazioni alle autorità competenti, dalle quali sono certo arriveranno le adeguate risposte. Di recente mi sono dovuto sostituire io ad alcuni dipendenti assenti…
D. Si spieghi.
R.
Ho preso il posto di una persona che era stata chiamata a prestare l’assistenza scuolabus sui pulmini per i bambini diversamente abili. Altre volte, insieme col vicesindaco, ho coperto le buche stradali. Ci sono stati dipendenti in malattia per i mesi di luglio e agosto: una situazione anomala…
D. Continui.
R.
Spesso negli uffici non c’è nessuno e per questo non riusciamo a erogare e nemmeno a pianificare i servizi. Inoltre negli ultimi mesi abbiamo riscontrato un utilizzo improprio degli accessi a internet.
D. Cosa è successo?
R.
Il 95% di questi venivano effettuati sui siti in cui si possono vedere video e film in streaming. Abbiamo ristretto gli accessi e ora è possibile aprire solo quelli istituzionali o comunque affini all’attività comunale.
D. Con chi altri ha avuto problemi da quando è sindaco?
R.
Per esempio con l’elettricista e la polizia municipale, ma non solo. La metà dei dipendenti dell’ufficio tecnico addetto ai servizi esterni non può svolgere lavori pesanti. È tutto certificato dal medico del lavoro. Un terzo dei vigili urbani non può stare in piedi per più di un tot di ore. Più del 10% dei lavoratori comunali, infine, usufruisce della legge 104. Il fatto è che non ci sono risorse per assumere nuovo personale.
D. E l’elettricista?
R.
Un’altra situazione stranissima. Per molto tempo è stato detto che nella città non si potevano sostituire le lampadine perché non ce n’erano di nuove in quanto il Comune non aveva i soldi per comprarle.
D. Invece?
R.
Sono riuscito ad avere una fornitura impressionante di lampadine, parliamo di circa 10 mila pezzi, e nonostante ciò l’elettricista non ne ha cambiata nemmeno una. Una volta è in ferie, un’altra in malattia e un’altra ancora non sappiamo dov’è. Ho chiesto che nei suoi confronti fossero presi dei provvedimenti disciplinari.
D. Il risultato?
R.
Nessuno è riuscito a fare nulla. Qui dentro ci sono persone che si sentono proprietarie della pubblica amministrazione…
D. Questi «fannulloni» non si possono licenziare, visto che la legge lo permette?
R.
Licenziare nel settore pubblico sembra facile ma non lo è. Faccio un altro esempio. Poche mattine fa un netturbino ha abbandonato il suo posto di lavoro dicendo di sentirsi male ed è tornato a casa. Ho sporto denuncia e mandato i vigili a prenderlo. Sa alla fine cos’è successo?
D. Ha presentato il certificato medico…
R.
Esattamente.
D. Lei, infatti, ha puntato il dito anche contro i medici di manica larga…
R.
È impensabile firmare certificati dando uno-due mesi di malattia e poi trovare i dipendenti sdraiati al mare a prendere il sole o al ristorante. Al contrario ci sono persone che lavorano sodo ma che, alla fine, percepiscono lo stesso stipendio di chi non fa nulla.
D. Uno scenario simile crea ovviamente dei disagi ai cittadini di Locri. Nessuno di loro ha reagito?
R.
Questo è un paese piccolo e ci conosciamo tutti, la gente non si espone. Molti sono rimasti positivamente sorpresi dalla mia denuncia, anche se in modo silenzioso.
D. La speranza è che stavolta le cose cambino davvero.
R.
Me lo auguro. Anche se in questi giorni, dopo la mia provocazione, in Comune sono venute troupe televisive e giornalisti ma i dipendenti hanno continuato ad avere gli stessi atteggiamenti, timbrando e andando a fare colazione al bar. Sembra quasi una sfida alle istituzioni.
D. Se la situazione non dovesse cambiare lei è pronto a fare un passo indietro?
R.
Non ho intenzione di fermarmi né tantomeno di dimettermi. Nel pomeriggio di martedì 2 settembre sono stato raggiunto telefonicamente dal ministro Marianna Madia che mi ha garantito il sostegno del suo dicastero. Ciò mi conforta e anche con lei cercheremo di capire quali soluzioni si possono adottare per fare in modo che a Locri le cose tornino a funzionare come si deve.

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