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SVOLTA 3 Settembre Set 2014 1012 03 settembre 2014

Ucraina, con la Russia è accordo per il cessate il fuoco

Putin-Poroshenko, c'è l'intesa telefonica.

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Un soldato ucraino nel Donbass.

Possibile svolta nella sanguinosa crisi ucraina. La mattina del 3 settembre, alla vigilia della riunione Ue sulle sanzioni contro la Russia e del vertice Nato sul rafforzamento dell'Alleanza a Est, Petro Poroshenko e Vladimir Putin hanno annunciato a sorpresa di aver trovato un accordo per il cessate il fuoco nell'Ucraina orientale, che entrambi sperano si concretizzi venerdì 5 settembre a Minsk nel meeting del gruppo di contatto Osce-Russia-Ucraina-ribelli.
ACCORDO PERMANENTE?. L'annuncio è stato dato attraverso un messaggio pubblicato sul sito della presidenza ucraina, nel quale si parlava di intesa «permanente»: aggettivo successivamente rimosso.
«Il risultato della conversazione telefonica», si legge nella nota, «è stato un accordo sul cessate il fuoco nel Donbass», la regione industrial-mineraria dell'Est ucraino in preda da mesi al conflitto tra Kiev e i ribelli filorussi. «È stata raggiunta la comprensione reciproca sui passi che favoriranno il ripristino della pace», prosegue il comunicato.
FRENATA DA MOSCA. Il Cremlino ha frenato, precisando che l'intesa è sui «passi» utili alla tregua ma che «la Russia non può concretamente negoziare un cessate il fuoco perché non è parte del conflitto». Posizione sempre sostenuta da Putin, che continua ostinatamente a negare la presenza di militari e mezzi russi in Ucraina.
Ma poi il presidente russo, evocando una «coincidenza sostanziale» con le opinioni di Poroshenko, è apparso in tiv da Ulan Bator, la capitale della Mongolia, per dettare da una posizione di forza le condizioni del suo piano, con l'aria vittoriosa di chi ha ottenuto, grazie anche alla pressione militare, quello che voleva.
DETTATE LE CONDIZIONI RUSSE. Mosca ha chiesto la cessazione delle azioni militari dei ribelli, l'esclusione dell'uso dell'aviazione contro i civili, il pieno e oggettivo controllo internazionale del cessate del fuoco, e uno scambio di prigionieri.
In precedenza, Dmitri Peskov, portavoce del presidente russo, aveva rivelato come i due leader avessero discusso al telefono «della crisi militare e umanitaria in corso», aggiungendo che Putin e Poroshenko «si sono scambiati i loro punti di vista sul fatto che la priorità deve essere data alla fine dello spargimento di sangue nel Sud Est del Paese».
I RIBELLI APRONO ALLA DIPLOMAZIA. La leadership dell'autoproclamata repubblica di Donetsk, secondo quanto riferito dall'agenzia Interfax, si è dichiarata pronta a risolvere il conflitto con Kiev con mezzi politici se i militari ucraini dovessero cessare davvero il fuoco.

Ue e Usa cauti sull'intesa

Il presidente Usa, Barack Obama.

L'intesa è stata accolta con prudenza dalla Ue e da Barack Obama, sbarcato il 3 settembre a Tallin per rassicurare gli Stati baltici contro l'atteggiamento giudicato aggressivo del Cremlino. E nuove notizie arrivate da Kiev, dove il premier Arseni Yatseniuk ha parlato in parlamento della costruzione di un muro al confine con la Russia, rischiano di rialzare la tensione.
«Il vero piano di Putin è distruggere l'Ucraina e restaurare l'Urss», ha accusato il primo ministro ucraino, sostenendo che l'obiettivo del presidente russo è «congelare il conflitto, evitare le sanzioni Ue e gettare fumo negli occhi prima del vertice Nato».
LE BORSE CORRONO. La Russia ha ignorato o violato tutti i precedenti accordi, ha aggiunto, sostenendo che il migliore piano consiste solo in un punto: «Mosca deve ritirare esercito regolare, mercenari e terroristi dal territorio ucraino».
Intanto però le Borse principali hanno brindato, compresa quella di Mosca (i cui indici in rubli e dollari hanno chiuso rispettivamente a +3,49% e +5.20%), mentre la divisa russa ha recuperato su dollaro ed euro.
La giornata si era aperta con la notizia della morte in Ucraina del 33enne fotografo russo dell'agenzia filogovernativa Ria Novosti Andrei Stenin, scomparso da un mese e ucciso in un bombardamento attribuito da Mosca alle forze di Kiev. Poi la possibile svolta diplomatica.
PESKOV: «SOLO UNA PROPOSTA INIZIALE». Al momento l'intesa riguarda comunque solo il cessate il fuoco. «Tutto il resto (compreso lo status dell'Ucraina orientale, ndr) è oggetto di colloqui futuri», ha precisato il portavoce del Cremlino Peskov, sottolineando che quello di Putin «non è un dogma, un piano esauriente, ma una proposta iniziale».
L'Occidente, però, fa fronte compatto, e mentre la Francia ha annullato la consegna della nave Mistral a Mosca, per Obama è «troppo presto» per valutare il significato dell'accordo, anche se il presidente americano ha detto di sperare sempre in una «soluzione politica». Il Pentagono ha annunciato l'invio in Ucraina di 200 soldati Usa a metà settembre, perché partecipino, con militari di un'altra dozzina di Paesi Nato, a manovre congiunte nella regione occidentale di Leopoli: una prima volta dall'inizio delle crisi.
OBAMA IN ESTONIA: «NON PERDERETE LA VOSTRA INDIPENDENZA». Nel frattempo il presidente americano ha rassicurato l'ex repubblica sovietica dell'Estonia: «Avete perso la vostra indipendenza una volta (a favore dell'Urss, ndr), con la Nato non la perderete più», ha promesso citando l'articolo 5 della Carta Atlantica sulla solidarietà militare tra membri dell'Alleanza e ammonendo che «i confini non possono essere ridisegnati dalla canna di una pistola».
Poi ha rilanciato la necessità di sostenere Kiev senza ambiguità e di lasciare aperta la porta all'arrivo di nuovi membri della Nato. Anche la Ue attende ulteriori informazioni, prima di decidere sulle sanzioni. Sanzioni che secondo il Financial times potrebbero essere in futuro anche di natura sportiva, a partire dall'ipotetico boicottaggio dei Mondiali di calcio del 2018 in Russia.

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