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EMERGENZA 4 Settembre Set 2014 1426 04 settembre 2014

Ebola, l'Oms lancia terapie sperimentali e vaccini

Otto trattamenti e due vaccini da fine anno.

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Monrovia (Liberia): un operatore sanitario. Medici senza frontiere ha lanciato l'allarme: 'Se non riusciamo a stabilizzare la Liberia, non riusciremo mai a stabilizzare l'intera regione.

L'Organizzazione mondiale della sanità ha presentato al vertice di esperti in corso a Ginevra otto trattamenti sperimentali e due vaccini da sviluppare per combattere il virus Ebola. I nuovi trattamenti non possono essere disponibili per un uso generalizzato prima della fine dell'anno.
NESSUN TEST CLINICO. «Nessuno è stato clinicamente provato», si legge in un documento di lavoro preparato dall'Oms pubblicato il 4 settembre. «Mentre sono state messe in campo misure eccezionali per accelerare il ritmo dei test clinici, i nuovi trattamenti e i nuovi vaccini non potranno essere disponibili per un uso generalizzato prima della fine del 2014».
IN CIRCOSTANZE NORMALI SERVIREBBERO 10 ANNI. Fino ad allora, prosegue il documento, possono essere disponibili solo piccole dosi da utilizzare come test.
Il documento sottolinea anche che per lo sviluppo e la valutazione clinica di questi trattamenti ci vorrebbero «fino a 10 anni in circostanze normali».
Ma quella nei laboratori di tutto il mondo è una corsa contro il tempo. A parte i tanti annunci susseguitisi di recente, i due vaccini che al momento offrono maggiore speranze sono quello della Gsk, sviluppato in Italia alle porte di Roma nei laboratori di Pomezia e quello dell'azienda Johnson and Johnson che dall'inizio del 2015 ha cominciato i test sull'uomo.
ACCELERATA SULLA SPERIMENTAZIONE. Inizialmente i test di questo nuovo vaccino erano previsti per l'inizio del 2016, ma l'aggravarsi dell'epidemia in corso ha convinto l'azienda ad accelerare le operazioni. Invece di focalizzarsi sia sul ceppo Zaire che su quello Sudan, si è scelto di puntare solo sul primo, quello responsabile dell'epidemia attuale.

Una combinazione di due trattamenti

Controlli medici sul virus Ebola.

Il vaccino, che in realtà è la combinazione di due trattamenti messi a punto dalle compagnie biotech Crucell, controllata da Johnson, e Bavarian nordic, è stato ottenuto a partire da un adenovirus, un virus non pericoloso per l'uomo, che porta all'interno dell'organismo i geni necessari dell'Ebola affinché si generi una risposta immunitaria.
TESTATA SULLE SCIMMIE. La formula, che prevede due iniezioni, è stata testata con successo sulle scimmie, mentre i primi test sull'uomo saranno tesi a verificare solo l'assenza di effetti collaterali gravi.
«La situazione è in continuo peggioramento», ha affermato il direttore scientifico dell'azienda Paul Stoffels, «e questo richiede di preparare più di un approccio, nel caso non si riesca a tenere sotto controllo l'epidemia nei prossimi mesi». Il vicepresidente della Regione Lazio e assessore alla Ricerca, Massimiliano Smeriglio, ha offerto il supporto del Paese: «L'Italia si mette a disposizione del Sud del mondo, della tragedia africana», ha detto dopo aver visitato assieme al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti gli stabilimenti Irbm Science park di Pomezia dove è stato creato il prodotto farmaceutico contro il virus.
LORENZIN: «RISCHIO DI CONTAGIO BASSO». «Il rischio di contagio è veramente bassissimo» e «il sistema di sorveglianza sta funzionando», ha anche rassicurato il ministro della sanità Beatrice Lorenzin parlando a margine di un dibattito alla Festa dell'Unità di Bologna, «gli elementi di quarantena e di allerta che sono stati attuati nei porti e negli aeroporti stanno dando i loro frutti», tanto che «abbiamo dei falsi allarmi che io non leggo in modo negativo: vuol dire che c'è una grande attenzione».
Intanto, gli Stati Uniti hanno annunciato l'intenzione di devolvere 75 milioni di dollari per finanziare più di 1.000 letti nei centri per il trattamento dell'ebola in Liberia e per sostenere i costi di decine di migliaia di uniformi, guanti, maschere protettive contro il contagio.

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