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GIUSTIZIA 4 Settembre Set 2014 1700 04 settembre 2014

Eluana Englaro doveva morire in Lombardia

Il Consiglio di Stato: «Aveva diritto all'interruzione della terapia».

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Eluana Englaro.

Eluana aveva il diritto di morire in Lombardia. E la Regione guidata all'epoca da Roberto Formigoni aveva l'obbligo di garantire la sospensione delle terapie alla donna rimasta in stato vegetativo per quasi 18 anni.
Il Consiglio di Stato ha messo la parola fine, il pomeriggio del 3 settembre, alla vicenda di Eluana Englaro, costretta a essere trasportata in Friuli nel febbraio 2009, alla clinica La Quiete di Udine, per vedere attuata la sentenza della Cassazione che autorizzava la sospensione del trattamento terapeutico e del sondino nasograstrico, e che la Lombardia si rifiutò di attuare.
ANGIOLINI: «SENTENZA IMPORTANTE». Ne ha dato notizia il sito dell'Espresso. «È una sentenza molto importante sul piano del diritto», ha spiegato l'avvocato Vittorio Angiolini, il costituzionalista che ha seguito la famiglia Englaro nella lunga battaglia giudiziaria per vedersi riconosciuto il no alle terapie che tenevano in vita Eluana contro la sua volontà.
«I magistrati stabiliscono che la Regione era tenuta a fornire le cure alla paziente Englaro e che il diritto di avere una cura comprende, in se stesso, il diritto di interromperla. Questo significa che Eluana avrebbe dovuto trovare questo tipo di assistenza, che poi trovò a Udine, anche in Lombardia, come anche il Tar aveva stabilito».
BEPPINO ENGLARO: «LIBERTÀ FONDAMENTALI». Per Beppino Englaro, padre della ragazza, «la vicenda di Eluana porta avanti delle libertà fondamentali del cittadino di fronte alle istituzioni. E questa sentenza chiarisce ulteriormente il senso della decisione della Cassazione, che viene chiarita dentro l'organizzazione sanitaria. A dimostrazione del potere che ha il cittadino di portare avanti le proprie libertà fondamentali, allineate alla Costituzione, sostenuto da una magistratura che dimostra di non essere serva di alcun potere. Questa sentenza dimostra ancora una volta che c'è un prima e un dopo Eluana, e che sono i cittadini qualunque, come siamo tutti noi, ad avere la possibilità di cambiare veramente le cose dal basso, nel concreto».

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