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VIA LIBERA 4 Settembre Set 2014 1229 04 settembre 2014

Fecondazione eterologa, Regioni approvano le linee guida

Unanimità sul documento dei tecnici.

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Luca Zaia.

I governatori sono andati dritti per la loro strada, ignorando critiche e malumori.
La Conferenza delle Regioni ha approvato all'unanimità le linee guida sulla fecondazione eterologa varate appena 24 ore prima da tecnici e assessori regionali alla salute. A renderlo noto è stato il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, mentre ancora erano in corso i lavori della Conferenza.
«NIENTE PIÙ DIFFERENZE». «Con l'approvazione di queste linee guida non ci saranno più differenze tra le Regioni», ha detto Zaia, abbandonando i lavori. «Abbiamo deciso all'unanimità di andare avanti affinché l'eterologa diventi una realtà e si colmi il vuoto legislativo. Sarà trattata come una cura normale e», ha concluso, «penso che si arrivi a un ticket uguale a livello nazionale». A una giornalista che gli chiedeva se i single potranno cercare di avere un figlio con la fecondazione eterologa, Zaia ha risposto: «Personalmente penso non ci debbano essere problemi, ma è vero che questo è uno strano Paese».
«TICKET DA DEFINIRE». Il presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino, in mattinata aveva incontrato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin: «Ha condiviso le linee guida delle Regioni», ha detto il governatore del Piemonte, «ed è del tutto d'accordo con noi nell'inserire la fecondazione eterologa nei Lea e nel regolamentarla con un ticket che andrà definito sulla base dei costi. Ma per farlo serve una legge del parlamento».
Dal canto suo il ministro, intervenendo alla festa dell'Unità, è stato chiaro: «È necessaria l'approvazione di una legge, anche da un punto di vista pratico. Lo stesso Chiamparino riconosce l'esigenza di un intervento parlamentare per alcuni elementi, il primo dei quali è quello dello stanziamento dei fondi. C'è poi tutta una serie di problemi che senza un registro nazionale non si possono risolvere».
CATTOLICI IN FERMENTO. Sul fronte cattolico intanto si levano gli scudi. Monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, ha rilasciato un'intervista al Corriere della Sera: «Sul piano strettamente logico, direi che si vuole giustificare una selezione, perché è inutile dire che questa non sia una selezione, c'è poco da fare, attraverso una distinzione che trovo assolutamente ingiustificata: quella tra coppie che adottano e coppie che chiedono l'eterologa...», ha detto
Per il quotidiano cattolico Avvenire «serve una legge dello Stato, unico strumento normativo in grado di tutelare, per quanto possibile, le coppie e i soprattutto figli che verranno. Il resto è solo propaganda politica». Ma i governatori, dalla Lega al Pd, passando per il centro, non sono apparsi colpiti dalle critiche.
GRATIS PER LE DONNE IN ETÀ FERTILE. La fecondazione eterologa sarà gratuita o con ticket, ma solo per le donne 'riceventi' in età potenzialmente fertile. Il limite è stato fissato a 43 anni. Tre le altre novità, il bambino nato da eterologa potrà chiedere di conoscere l'identità del padre o della madre biologici una volta compiuti i 25 anni. Il donatore verrà ricontattato e sarà libero di rivelare o meno la propria identità. Con l'eccezione di questo caso specifico, il documento prevede l'anonimato del donatore.
PRIMI APPUNTAMENTI AL CAREGGI. Intanto, all'ospedale Careggi di Firenze si sono svolti i primi appuntamenti per le coppie che desiderano intraprendere la fecondazione eterologa. Gli incontri sono andati in scena al reparto maternità. La prima a presentarsi è stata una coppia over 40 che risiede in un Comune del Fiorentino.

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