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SVOLTA 4 Settembre Set 2014 0649 04 settembre 2014

Frontex, Bruxelles mette una flotta sul piatto

Navi e aerei in pattuglia sul mare.

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Soccorsi della Marina militare a un barcone di migranti.

Bruxelles ha fatto la sua «offerta» all'Italia per la nuova operazione di pattugliamento della frontiera nel mar Mediterraneo. Come ha riportato il Corriere della Sera, l'Europa vuole mettere a disposizione due aerei ad ala fissa, un elicottero, tre motovedette d'altura, due gommoni e delle piccolle imbarcazioni. Il costo totale di questa flotta, operativa 24 ore al giorno, sarebbe di 2 milioni e 800 mila euro al mese.
L'operazione dovrebbe chiamarsi Triton e dovrebbe essere completamente finanziata da Frontex.
COLLABORAZIONE TRA GLI STATI. L'obiettivo di questa misura è ottenere la collaborazione di tutti gli Stati membri, in modo da poter gestire in modo efficace il controllo della frontiera. È stato calendarizzato per il 5 settembre un incontro tecnico, per valutare l'idoneità dei mezzi, e quindi dare un primo via libera a questa missione il cui avvio ufficiale è stato fissato per il 30 novembre.
Come ha sottolineato il commissario Ue per gli Affari interni, Cecilia Malmström, «Frontex Plus non sostituirà Mare Nostrum, perché non avrà le risorse e le capacità della missione avviata dall'Italia». In ogni caso, il destino della missione è nelle mani del governo di Roma.
Malmström ha anche bacchettato alcuni Stati membri dell'Ue, sottolineando che solo sei Paesi (Italia, Francia, Germania, Svezia, Gran Bretagna e Belgio) accolgono il 75% dei migranti.
FAVORIRE I RIMPATRI. Tra i punti cardine della nuova missione c'è una doppia barriera per cercare di fermare i flussi. L'accordo prevede che Triton si fermi a 30 miglia dalle coste italiane, mentre per i mezzi della marina militare è stato previsto il dispiegamento davanti alle coste libiche, in modo da scoraggiare le partenze dei barconi. Per coordinare al meglio l'operazione sono già arrivate le prime disponibilità da parte dei governi di Spagna, Germania e Francia, che hanno assicurato di voler partecipare attivamente.
E per il futuro, non si escludono accordi bilaterali con i Paesi di origine dei migranti, in modo da facilitare i rimpatri. Quello che è diventato evidente, è che il pattugliamento del Mediterraneo non è sufficiente a gestire dei flussi che hanno raggiunto numeri mai visti.

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