Vertice Nato 140904214159
VERTICE 4 Settembre Set 2014 2128 04 settembre 2014

Ucraina, Nato divisa sulle sanzioni alla Russia

Obama preme. Ma l'Europa frena.

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I leader al summit della Nato.

La Nato è divisa sul fronte delle sanzioni contro la Russia. Al vertice del 4 settembre in Galles, con al centro la crisi ucraina e la minaccia dell'Isis, tra i partner occidentali è emersa una diversità di vedute nei confronti di Mosca: da un lato Barack Obama ha esortato ad accelerare sulla nuova tornata di provvedimenti, ma i leader europei hanno chiesto di aspettare gli sviluppi della situazione in Ucraina «alla luce degli eventi sul terreno». Di fondamentale importanza è considerato l'annuncio che il 5 settembre Kiev e separatisti potrebbero firmare l'accordo per il cessate il fuoco.
DALLE PAROLE AI FATTI. L'Europa vuole quindi verificare se, per la prima volta dall'inizio della crisi, le parole si trasformeranno in fatti.
Gli americani, sostenuti da Londra e spinti da baltici e nordici, sono invece convinti che solo un aumento della pressione può convincere Mosca a fermare i carri armati e smettere di giocare con la propaganda.
Il G5 Cameron-Obama-Merkel-Hollande-Renzi ha avuto un incontro ristretto con il presidente ucraino Petro Poroshenko. Il premier italiano e gli europei in generale spingono per una soluzione politica, ma Washington e Londra hanno tenuto alti i toni della tensione.
ANNUNCIATA LA TREGUA. Non è stato casuale che poco dopo l'incontro Poroshenko e i separatisti si siano detti pronti a firmare il cessate il fuoco il 5 settembre a Minsk. Annuncio arrivato in contemporanea alla notizia di numerose esplosioni dello strategico porto di Mariupol.
«Un nuovo pacchetto di sanzioni alla Russia è uno strumento di pressione politica», ha avvertito Federica Mogherini, nominata Alto Rappresentante Ue, sostenendo che la firma della tregua «sarà difficilmente sufficiente, si deve passare dalle parole a fatti».
NATO UNITA CONTRO L'ISIS. A unire Washington e Bruxelles è invece l'opposizione ai jihadisti dell'Isis. «Non ci faremo intimidire da barbari assassini», hanno detto Obama e David Cameron. «La comunità internazionale ha l'obbligo di fermarne l'avanzata», ha aggiunto il segretario generale dell'Alleanza Atlantica, Anders Fogh Rasmussen.
E se anche la Nato, ha ricordato Rasmussen, «non ha ancora ricevuto alcuna richiesta da Baghdad», è comunque pronta a tornare in Iraq: «Sono sicuro che se il governo iracheno presentasse una richiesta di assistenza della Nato, gli alleati la valuterebbero seriamente».

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