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RAPPORTO 4 Settembre Set 2014 1846 04 settembre 2014

Unicef: stuprate 120 milioni di bambine e ragazze

E molte giustificano le violenze dei mariti.

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Una protesta contro gli stupri in India.

Nel mondo circa 120 milioni di bambine e adolescenti sotto i 20 anni sono state costrette a un rapporto sessuale forzato.
Non solo: un quinto di tutte le vittime di un omicidio ha meno di 20 anni e più di uno studente su tre tra i 13 e i 15 anni è regolarmente vittima di bullismo: sono alcuni dei dati del rapporto Unicef presentato al Palazzo di Vetro a New York.
DATI DI 190 PAESI. Il rapporto 'Hidden in Plain Sight', è un'analisi statistica senza precedenti basata sui dati provenienti da 190 Paesi, che ha sottolineato la sconcertante crescita degli abusi fisici, sessuali e psicologici documentando azioni che giustificano la violenza, tenendola nascosta, ma sotto gli occhi di tutti. Anche nei luoghi dove i bambini dovrebbero sentirsi al sicuro, ossia nelle loro comunità, a scuola, e a casa.
Secondo il rapporto, inoltre, 84 milioni di ragazzine di età compresa 15 ai 19 anni, una su tre di quelle che hanno una relazione stabile, sono state vittime di violenza psicologica, fisica o sessuale da parte del marito o del partner.
UNA SU DUE GIUSTIFICA IL MARITO. E ancora, quasi la metà di tutte le ragazze tra i 15 e i 19 anni (circa 126 milioni) credono che un marito sia giustificato a picchiare la moglie in certe circostanze. Percentuale che sale a oltre l'80% delle adolescenti in Afghanistan, Guinea, Giordania, Mali e Timor Leste.
Il 17% dei bambini in 58 Paesi sono soggetti a forme severe di punizione fisica, mentre in media 8 piccoli su 10 vengono sottoposti ad una qualche disciplina violenta in casa propria. E globalmente tre adulti su dieci ritengono che le punizioni corporali siano giustificabili per l'educazione.
«SIAMO OBBLIGATI AD AGIRE». «Sono fatti scomodi, che nessun genitore e nessun governo vorrebbe vedere», ha spiegato Anthony Lake, direttore esecutivo dell'agenzia Onu sui minori, «ma se non ci confrontiamo con la realtà che ciascuna di queste statistiche rappresenta, non riusciremo mai a cambiare la mentalità secondo cui la violenza contro i bambini è normale e lecita». «Questa violenza si può prevenire, se ci rifiutiamo di farla rimanere nell'ombra», ha aggiunto Lake, sottolineando che i risultati del rapporto «ci obbligano ad agire, per il bene di ogni singolo bambino e per il futuro delle società in tutto il mondo».
SOSTEGNO AI GENITORI. L'Unicef propone alcune strategie per consentire alle società nel loro complesso di prevenire e ridurre la violenza contro i bambini, tra cui fornire sostegno ai genitori e competenze comportamentali ai minori, modificare gli atteggiamenti sociali, rafforzare i sistemi giudiziari, penali e sociali, e aumentare la consapevolezza dei costi umani e socio-economici della violenza, al fine di modificare atteggiamenti e norme.

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