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TENSIONE 5 Settembre Set 2014 1315 05 settembre 2014

Blocco stipendi Pa, Alfano alla polizia: «Toni e modi eccessivi»

Il Viminale contro le forze dell'ordine.

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Il ministro dell'Interno, Angelino Alfano.

Richieste «legittime», ma «toni e modi eccessivi». Questo il commento del ministro dell'Interno Angelino Alfano in merito alle proteste da parte dei sindacati di polizia che hanno minacciato lo sciopero generale entro fine settembre per ottenere lo sblocco dei tetti salariali.
«Sono convinto comunque che ci sono le condizioni per affrontare con serenità il problema e risolverlo», ha continuato il leader del Nuovo centrodestra nel corso di una conferenza stampa sul bilancio dell'esodo estivo.
SICUREZZA È PRIORITÀ. Il ministro - che ha fissato un incontro con i vertici delle forze dell'ordine - ha poi chiarito che «i protagonisti della sicurezza sono gli uomini e le donne in divisa». E a loro s'è rivolto dicendo: «La sicurezza è una priorità assoluta di questo governo e di questo ministero, specie in un momento delicatissimo sul fronte interno e internazionale». Quindi ha aggiunto: «Agli operatori di polizia è riconosciuta la specificità e noi lavoreremo perché sia assicurata nei mesi prossimi».
GOVERNO AL LAVORO. Infine Alfano ha chiarito come l'esecutivo stia «lavorando non per il rinnovo del contratto, che non è stato richiesto, ma per eliminare i blocchi salariali»: «Speriamo che questo sforzo non venga complicato dai toni eccessivi del comunicato», è stata la tesi del titolare del Viminale, «anche se sono convinto che ci siano le condizioni per affrontare con serenità, da tutte le parti in causa, il problema e risolverlo».
LUPI: «NO AI RICATTI». Sul tema, oltre alla presidente della Camera Laura Boldrini che ha fatto appello perché ci «sia un margine di negoziato per poter venire incontro alle richieste» degli agenti, è intervenuto anche il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Maurizio Lupi.
«Le forze dell'ordine hanno una loro specificità e su questo c'è grande sensibilità da parte del governo», ha detto il rappresentante dell'esecutivo, «ma questa specificità non si riconosce se si minaccia lo sciopero, come ha detto Renzi, non si ottiene con i ricatti».

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