Isis 140826103116
GUERRA 5 Settembre Set 2014 1559 05 settembre 2014

Isis, Iran offre supporto militare agli Usa

Washington smentisce azioni congiunte.

  • ...

Miliziani jihadisti.

Il nemico del mio nemico è mio amico. Così l'Iran sembra aver deciso di tendere la mano agli Usa nella guerra all'Isis. Una svolta storica nelle relazioni tra i due Paesi.
Secondo quanto scritto sul sito della Bbc, l'ayatollah Ali Khamenei avrebbe dato il suo sostegno alla possibilità di contatti con militari americani nel tentativo di sconfiggere i jihadisti sunniti.
Già, peccato che da Washington non sembrano avere alcuna intenzione di collaborare con Teheran. A smentire qualsiasi progetto del genere è stato il Dipartimento di Stato.
ADDESTRAMENTO IN CORSO. Fonti in Iran hanno riferito alla Bbc in persiano che Khamenei - punto di riferimento del mondo sciita - avrebbe autorizzato i vertici militari di Teheran a coordinare operazioni con forze americane, irachene e curde.
Secondo quanto rivelato dal quotidiano kuwaitiano al Rai, il comando militare di Hezbollah e le Guardie della rivoluzione islamica iraniane avrebbero già iniziato ad addestrare volantari sciiti per combattere i jihadisti dell'Isis in Iraq.
Secondo una fonte irachena citata dal quotidiano, la collaborazione «sta portando buoni frutti e le due organizzazioni militari rimarranno nel Paese fino a quando l'Isis sarà una minaccia per Iraq, Siria e Libano».
BAGHDAD SMENTISCE LA PRESENZA IRANIANA. Secca invece la smentita del ministro degli Esteri iracheno, Hoshyar Zebari: «Non è stata mandata alcuna milizia iraniana dal momento che il Paese non ne ha bisogno».
Ma l'ipotesi che gli Stati Uniti possano trovare nella più grande potenza sciita al mondo un alleato contro l'Isis non è affatto improbabile. I Paesi coinvolti direttamente nella guerra sono già due (Iraq e Siria), mentre ai raid americani potrebbero presto aggiungersi quelli britannici. Altri Paesi occidentali (tra cui l'Italia) si sono invece limitati a fornire armi ai peshmerga curdi.
IL 18 SETTEMBRE COLLOQUI A GINEVRA SUL NUCLEARE. Difficile capire quali ripercussioni l'apertura iraniana possa avere in vista dei colloqui sul nucleare, con la seconda sessione convocata a Ginevra per il 18 settembre. Di certo non c'è una chiusura preconcetta da parte di Teheran, come confermato dalle dichiarazioni del ministro degli Esteri iraniano Javad Zarif: «Nei giorni passati vi sono state mosse inadeguate da parte degli americani», ha detto in riferimento all’allargamento della lista nera statunitense delle sanzioni contro imprese che aiutano Tehran sul nucleare, «ma daremo seguito con serietà ai colloqui di Ginevra».
Il dialogo con Washington, avviato dopo l'elezione del presidente della Repubblica Hassan Rouhani e frenato dallo scoppio della guerra a Gaza, sembra dunque poter riprendere slancio.

Articoli Correlati

Potresti esserti perso