CRIMINALITÀ 5 Settembre Set 2014 0920 05 settembre 2014

Napoli, non si ferma all'alt: 17enne ucciso dai carabinieri

Drammatico inseguimento di uno scooter.

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Non si sono fermati all'alt dei carabinieri e, durante la fuga, uno dei fuggitivi, Davide Bifolco, un ragazzo di 16 anni (ne avrebbe compiuti 17 il 29 settembre), è stato ucciso da un carabiniere.
Che, secondo la ricostruzione dei militari, ha sparato in maniera accidentale un colpo con la pistola di ordinanza.
Il militare, 22 anni, risulta indagato per omicidio colposo.
È successo nella notte tra giovedì 4 e venerdì 5 settembre nel quartiere Traiano di Napoli (foto).
IN TRE SULLO SCOOTER. Da quanto si è appreso secondo la ricostruzione dei carabinieri, nel corso di un servizio per il controllo del territorio, i militari hanno notato tre persone senza casco in sella a uno scooter che stava percorrendo con fare sospetto viale Traiano.
Uno di loro è stato riconosciuto come colui che aveva violato i domiciliari da febbraio - l'accusa era di reati contro il patrimonio - e a quel punto è stato intimato l'alt, ma i tre non si sono fermati.
Quindi è iniziato l'inseguimento, durante il quale è partito un colpo - sempre stando al racconto dei carabinieri - in maniera accidentale dalla pistola d'ordinanza di uno dei militari che ha colpito, a morte, Bifolco.

  • La zona dove è avvenuto il drammatico inseguimento dello scooter a Napoli.

GIOVANI CON PRECEDENTI. Il primo a essere riconosciuto dai militari è stato un 23enne della zona irreperibile da febbraio; gli doveva essere notificato un aggravamento dei domiciliari. Secondo i carabinieri, durante l'inseguimento, i tre hanno perso il controllo del mezzo e hanno urtato l'auto dell'Arma. Sono caduti a terra. Uno di loro, il 23enne è fuggito a piedi. Sono stati, invece, bloccati gli altri due che erano sul mezzo: Davide e Salvatore Triunfo, 18 anni, quest'ultimo con precedenti per furto e danneggiamento.
Dopo il ferimento, il 16enne è stato soccorso e trasportato all'ospedale San Paolo ma non c'è stato nulla da fare.
«Eravamo in tre, il motorino era senza assicurazione ed eravamo senza casco», ha detto Salvatore Triunfo a Pomeriggio Cinque su Canale 5. «L'auto dei carabinieri ci ha tamponato e fatti cadere, il ragazzo che guidava è scappato, io sono rimasto a terra e Davide si è alzato. Il carabiniere gli ha sparato direttamente alle spalle, non ha sparato in alto: un solo colpo e l'ha ucciso. E con lui a terra, li ho sentiti ridere».
CORDOGLIO DEL SINDACO. Tra i primi a esprimere il cordoglio per la morte di Bifolco è stato il sindaco di Napoli Luigi De Magistris.
«Il pensiero», ha detto il primo cittadino della città, «è adesso rivolto alla sua famiglia, scossa da questo drammatico lutto, che ferisce anche tutta la nostra città e le istituzioni». De Magistris ha poi auspicato che «già ci possa essere un quadro più chiaro circa la dinamica dei fatti».
Dalla politica sono arrivate anche altre reazioni: «Chiediamo che il ministro dell'Interno venga il prima possibile nell'aula del Senato per riferire su questa incredibile tragedia e per dire come intende procedere perché giustizia sia fatta», ha detto il senatore di Sinistra ecologia libertà Peppe De Cristofaro.

Rabbia della gente: danneggiate le auto dei carabinieri e della polizia

La disperazione dei parenti di Davide Bifolco, il 17enne ucciso a Napoli dai carabnieri.

Dopo la morte di Davide, nel quartiere di Napoli è scoppiata una durissima protesta con lancio di oggetti e sassi contro le forze dell'ordine: danneggiate sei auto dei carabinieri e due della polizia; due militari sono rimasti leggermente contusi.
Sul posto, a circa 20 metri dal luogo dell'incidente, è stata anche ritrovata una pistola scenica che non si sa se abbia relazione o meno con quanto accaduto.
«Quello che è successo è una vergogna, loro ci dovrebbero difendere e invece hanno ucciso un ragazzino innocente», ha gridato la folla riunita sotto casa Bifolco, lanciando un appello: «Qui i carabinieri non li vogliamo più».
ULTIMO GIRO IN MOTO. Disperata la madre del 16enne che ha raccontato come prima di essere ucciso il giovane aveva chiesto «un cappellino perché aveva freddo»: «Mi ha detto», ha ricordato la donna, «'faccio l'ultimo giro con il motorino e torno a casa'. Poi, mi sono venuti a chiamare, volevano i documenti. Sono scesa in strada e ho visto Davide a terra. Ho cercato di muoverlo, l'ho preso per il braccio, ma non si muoveva più. Era già morto».
Quindi, rivolta al carabiniere considerato colpevole di quanto accaduto, ha detto: «Deve deve uccidere anche me, perché mi ha ucciso mio figlio».
«È STATO UN OMICIDIO». Anche Tommaso Bifolco, fratello del 16enne ucciso, ha puntato il dito contro i carabinieri: «È stato un omicidio, non s'inventassero scuse», ha detto tra le lacrime. «Non è caduto durante l'inseguimento è stato speronato e ucciso».
Sempre secondo Tommaso Bifolco, Davide è stato «colpito al cuore»: «Quando era a terra i carabinieri hanno anche avuto il coraggio di ammanettarlo e di mettergli la testa nella terra».
ERA SENZA ASSICURAZIONE. «Mio fratello era un ragazzo d'oro, mai droga, mai rapine, mai nulla», ha poi concluso.
Per spiegare quando successo, il fratello ha spiegato che il giovane non si è fermato all'alt dei militari «perché guidava uno scooter non suo»: «Non era assicurato e non aveva il patentino».
«La mia famiglia non aveva soldi per comprare un motorino a Davide», ha aggiunto, «forse si è spaventato, forse voleva evitare il sequestro del mezzo e per questo non si è fermato davanti alle forze dell'ordine».
SPERONATO DALL'ARMA. A raccontare quanto accaduto è stato anche un giovane che era a bordo di uno scooter insieme a un amico, accanto al 16enne ucciso dai militari dell'Arma.
«Stavamo percorrendo un viale quando a un certo punto una macchina dei Carabinieri è andata contro lo scooter di Davide», ha spiegato, «è iniziato l'inseguimento, è stata puntata la pistola e Davide è stato ucciso. L'hanno ammanettato come il peggior dei criminali, nonostante fosse già stato colpito».
Solo l'autopsia, la perizia balistica e le dichiarazioni dei testimoni possono far luce sulla vicenda.

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