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NEGOZIATI 5 Settembre Set 2014 2142 05 settembre 2014

Nato vuole aumento spese Difesa, 2% del Pil in 10 anni

Renzi: «Allora scorporiamole dal Patto di stabilità».

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Il premier Matteo Renzi al vertice Nato in Galles.

La Nato torna ad avere un ruolo e per costruire il suo nuovo futuro serviranno investimenti nelle spese militari. Così nelle 24 pagine del documento finale del vertice in Galles i leader dichiarano l'accordo per «invertire la tendenza alla riduzione dei bilanci della difesa» e a portarlo ad un minimo del 2% del Pil. Chi è sotto, praticamente tutti gli europei a parte Grecia (2,3%) ed Estonia (2,0%) con l'Italia all'1,2%, si impegna a raggiungere il livello richiesto entro 10 anni. «Senza sicurezza non possiamo avere prosperità» ha sottolineato il segretario generale uscente, Anders Fogh Rasmussen, all'ultimo vertice prima di lasciare dal primo ottobre la poltrona all'ex premier norvegese Jens Stoltenberg.
RENZI 'PROVOCATORE'. Anche Matteo Renzi ha sottoscritto questo impegno per l'Italia. Ma ha colto l'occasione per proporre che se l'Europa considera strategica la spesa per la difesa, allora deve essere scorporata dal calcolo del 3% di deficit nel Patto di Stabilità europea. Lo ha detto al tavolo dei leader ed è stato lo stesso premier a rivelare che gli altri lo hanno «guardato come un simpatico provocatore». Ma oltre a chiedere lo scorporo della spesa, ha ampliato il ragionamento: «Mi piacerebbe aver un luogo comune dove discutere della politica di difesa europea e vorrei una politica di Difesa che impone e propone a tutti i Paesi un indirizzo comune». Anche perché nella difesa «servono investimenti il più possibile mirati».
AUMENTO DELLA SPESA VITALE PER LA NATO. Renzi ha legato gli investimenti nella difesa al piano dei Mille Giorni di cui «un pezzo è anche l'investimento in settori innovativi legati alla ricerca e la politica industriale collegata alla difesa». Per la Nato però l'aumento della spesa è vitale. Deve servire, dice Rasmussen, a «riequilibrare il fardello tra le sponde dell'Atlantico e all'interno dei paesi europei». Rasmussen ha infine ricordato che l'impegno di costituire a breve termine la forza di intervento immediato 'spearhead' richiede investimenti anche a breve.

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