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INDAGINI 6 Settembre Set 2014 2341 06 settembre 2014

Garlasco, nuove foto contro Alberto Stasi

Segni di collutazione su un braccio.

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Alberto Stasi, indagato per l'omicidio di Chiara Poggi.

Nel giorno in cui tracce di Dna maschile sono state trovate sulle unghie di Chiara Poggi, spunta anche un nuovo indizio nelle indagini sull'omicidio di Garlasco. In un paio di foto scattate dai carabinieri di Garlasco poche ore dopo il delitto, un braccio di Alberto Stasi riporta un paio di segni che fecero pensare a una colluttazione.
Secondo indiscrezioni, il pg Laura Barbaini, che in seguito alla decisione dei giudici della Corte d'Assise d'Appello di disporre la rinnovazione parziale del dibattimento ha condotto una serie di indagini, avrebbe concentrato la sua attenzione anche su alcune fotografie scattate a Stasi da uno dei carabinieri della stazione di Garlasco subito dopo il ritrovamento del cadavere e l'allarme dato dal giovane.
FOTO SCATTATE IN CASERMA. Da quanto si è appreso, uno dei brigadieri in servizio fece qualche foto a Stasi quando nel primo pomeriggio si trovava in caserma e prima ancora di essere sentito.
Tra queste anche un paio a un avambraccio che presentava due segni simili a leggeri graffi e che subito avevano fatto pensare a una colluttazione.
Quelle foto, finite nel fascicolo prima della procura di Vigevano e poi in quello processuale, per quel che si sa, e ora 'ripescate' dal pg, sarebbero in un certo senso inedite.
NON UTILIZZATE NEL 2007. Nel 2007 non sarebbero state prese in considerazione dagli inquirenti né, quindi, sarebbe stato chiesto all'ex studente bocconiano di spiegare il motivo di quei segni.
Nell'estate del 2014, invece, sono state di nuovo prodotte dai militari dell'Arma, consegnate al pg che, poi, le ha confrontate per vedere se corrispondessero con quelle già agli atti.
Il magistrato, che di certo intende valorizzare questo indizio, ha anche sentito come teste il brigadiere che fece quegli scatti e che fu il primo a parlare con Stasi dopo l'omicidio della sua fidanzata.

Nuovi esami: «Impossibile che le scarpe non si fossero sporcate di sangue»

Chiara Poggi.

Inoltre, sempre secondo indiscrezioni, i primi esiti dell'esame della camminata con cui si sta riproducendo in modo virtuale quella che fece il giovane quando scoprì il cadavere della fidanzata, sarebbero in linea con le tesi di accusa e parte civile: è impossibile che sulle suole delle scarpe indossate quel giorno dall'ex studente bocconiano, e da lui consegnate agli inquirenti la mattina dopo il delitto, non sia rimasta alcuna traccia di sangue.
PERIZIA CONTRARIA A STASI. I risultati della perizia (ancora da completare) e sui quali c'è stretto riserbo, dovrebbero essere di segno opposto da quel che avevano stabilito gli esperti nominati in primo grado dal gup di Vigevano Stefano Vitelli, che poi assolse Stasi: allora, pur non dando risposte assolute, non avevano escluso che le macchie ematiche si fossero cancellate e avevano ritenuto attendibile la possibilità che non si fosse sporcato le suole.
Intanto è attesa per la settimana dell'8 settembre la riunione tra i periti nominati dalla Corte d'Assise d'appello di Milano il 30 aprile quando ha deciso di disporre la riapertura del dibattimento, e i consulenti della difesa e di parte civile: a loro tocca valutare, nel contraddittorio, se le tracce del cromosoma Y, quello maschile, sono leggibili e se questo materiale estratto da due minuscole parti delle unghie di Chiara con una particolare tecnica «a lavaggio» contiene il numero di marcatori sufficienti per procedere alla eventuale comparazione con il profilo del cromosoma Y del suo ex fidanzato.
NEL 2007 SI SOTTOPOSE AL TAMPONE SALIVARE. Qualora gli esperti arrivino a valutare l'esistenza di tutti i parametri necessari, in assenza di opposizioni, si dovrebbe procedere alla comparazione.
Alberto Stasi già nell'agosto 2007, all'indomani del delitto, fu tra coloro che, a Garlasco, si sottoposero spontaneamente al tampone salivare per estrarre il Dna. Nel caso in cui non ci fosse accordo, spetterebbe alla Corte d'Assise d'appello sciogliere il nodo della comparazione e decidere, dopo aver esaminato gli esiti della perizia genetica, se richiederla con una integrazione degli approfondimenti istruttori disposti il 30 aprile.
«Ci stupisce che continuino a uscire indiscrezioni su un'attività peritale coperta dal segreto istruttorio», si è limitato a dire l'avvocato Fabio Giarda, uno dei legali della difesa. «Quando saranno conclusi gli esami faremo le nostre considerazioni». Le nuove perizie disposte dalla Corte devono essere depositate, salvo proroghe entro il 22 settembre, mentre in aula si ritorna l'8 ottobre.

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