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PROTESTA 6 Settembre Set 2014 1948 06 settembre 2014

Libano, catena contro l'Isis: bandiere bruciate

Beirut incendia i vessilli jihadisti. Governo contrario.

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Un video su youtube, una sfida lanciata al mondo. Sullo schermo tre ragazzi libanesi che brucia una bandiera dell'Isis e invita «il mondo intero» a partecipare al «#Burn_ISIS_Flag_Challenge».
Il modello è quello dell'Ice bucket challenge, che ha permesso alle associazioni per la lotta alla Sla in tutto il mondo di incassare somme mai viste prima. Stavolta, però, non c'è nessuna buona causa da sostenere economicamente, solo un messaggio rivolto allo Stato islamico e al suo leader, il califfo Abu Bakr al Baghdadi.
Per ora la campagna non è ancora diventata globale, ma in Libano, dove l'Isis ha decapitato un sergente dell'esercito e rapito altri 20 soldati, ha già riscosso un certo successo e suscitato le prime polemiche.

Per il ministro della Giustizia Ashraf Rifi, si tratta di un «insulto» alla religione islamica, perché la bandiera, che su campo nero reca la scritta «Non c'è altro dio all'infuori di Allah, e Maometto è il suo profeta», è un simbolo religioso, non dello Stato islamico.
Così Rifi ha chiesto che gli autori del gesto vengano «severamente» puniti. Inoltre il ministro della Giustizia teme che la campagna possa accentuare i contrasti settari, andando contro la legge libanese.
In difesa dei manifestanti si è esposto Nabil Naqoula, membro del blocco parlamentare Cambiamento e riforma, e il suo collega di partito, Ibrahim Kanaan, ha offerto assistenza legale ai tre ragazzi che hanno girato il video. Secondo loro, infatti non c'è alcuna volontà di insultare l'islam.

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