LA MANIFESTAZIONE 6 Settembre Set 2014 1640 06 settembre 2014

Napoli, rione Traiano: corteo per Davide Bifolco

La mamma di Davide contro chi ha sparato.

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Oltre 200 persone, al grido di «giustizia, giustizia», sono partite in corteo nel rione Traiano di Napoli, per manifestare contro l'uccisione del 17enne Davide Bifolco, colpito da un carabiniere al termine di un inseguimento. Polemiche per il commento del segretario della Lega nord, Matteo Salvini: «Un obbligo fermarsi all'alt».
In testa al corteo donne vestite di bianco e bambini. Fra loro anche Flora, la madre della vittima, affiancata da alcuni parenti e dalle amiche di famiglia (foto).

Al corteo lancio di oggetti contro la polizia

«CARABINIERE MARCISCA IN CARCERE». Proprio la madre di Davide Bifolco ha sfogato il suo dolore nel corso del corteo: quel carabiniere «deve marcire in carcere, non deve avere un'ombra di pace per tutta la vita», ha detto con la voce rotta dal pianto. Mentre il fratello del giovane ha aggiunto: «I delinquenti sono loro, dovrebbero tutelarci. Quel carabiniere deve pagare».
Il militare è indagato per omicidio colposo, ma sulla dinamica dell'accaduto non c'è ancora chiarezza tra dubbi, dichiarazioni contrapposte e la rabbia del quartiere. Mazzi di fiori sono stati deposti sulla strada dove Davide ha perso la vita, dopo non essersi fermato con lo scooter a un posto di blocco.
LACRIMOGENI SUI MANIFESTANTI. «Lo Stato non ci difende. Ci uccide. Difendiamoci»: questa la scritta su uno dei cartelloni esposti nel corso del corteo. Sui muri invece sono apparse frasi come «Carabiniere infame» e «Davide vive».
In serata la tensione è salita: la polizia in assetto antisommossa è stata bersagliata dal lancio di oggetti partiti dal corteo. Le forze dell'ordine hanno risposto sparando lacrimogeni per disperdere i manifestanti, ormai arrivati fino a Fuorigrotta. Un'uscita della tengenziale è stata chiusa.
LA FAMIGLIA DI DAVIDE: «NO ALLA VIOLENZA». La famiglia di Davide Bifolco ha preso le distanze da ogni episodio di violenza: «Nostro figlio deve essere ancora seppellito, nessuno e dico nessuno deve sentirsi autorizzato a compiere atti di violenza anche verbale in suo nome. Chi vuole bene a Davide deve rispettarlo. Noi chiediamo soltanto giustizia. Chi usa la violenza in suo nome non sa quanto danno fa a lui e alla nostra famiglia», hanno detto Giovanni Bifolco e Flora Mussorofo, i genitori del 17enne.

Poco chiara la dinamica dell'omicidio: la Procura attende l'autopsia

DUE VERSIONI CONTRASTANTI. I magistrati della Procura di Napoli stanno approfondendo l'esame delle dichiarazioni rese dal carabiniere che ha sparato e da Salvatore Triunfo, il ragazzo che era sul motorino insieme alla vittima e a un'altra persona sulla cui identità sono in corso accertamenti. Secondo l'Arma, si tratterebbe di Arturo Equabile, ricercato per evasione dagli arresti domiciliari e 'obiettivo' dell'inseguimento. Per gli amici e i familiari della vittima, invece, sul mezzo c'era un altro ragazzo di nome Enzo, che ha dichiarato di essere scappato per paura di essere sanzionato: lo scooter non avrebbe avuto una regolare assicurazione.
SPARO ACCIDENTALE O COLPO ALLE SPALLE? Il militare ha sostenuto che il colpo sarebbe partito accidentalmente, mentre tentava di immobilizzare Davide. L'amico di quest'ultimo ha detto invcece che il carabiniere avrebbe sparato alle spalle del ragazzo. Secondo i primi accertamenti, la pallottola sarebbe partita a distanza ravvicinata e avrebbe raggiunto Davide al torace. Una circostanza che potrà essere confermata solo dall'autopsia e che, se risultasse confermata, darebbe credito alla ricostruzione fornita dall'indagato.
A ROMA SCRITTE CONTRO LA POLIZIA. Quanto accaduto ha provocato la reazione contro le forze dell'ordine come hanno dimostrato le scritte offensive rivole alla polizia comparse a Roma, all'indomani della morte del 17enne: «Sbirri assassini pagherete anche Napoli» recitava una degli slogan in viale Carlo Felice, in zona Esquilino. Accanto altre frasi, una trentina in tutto, tra cui: «Digos m...», e altre pro Palestina, come: «Boicotta Israele», e «Free Palestine».
GRASSO: «FIDUCIA NEI MAGISTRATI». Il presidente del Senato, Pietro Grasso, ha risposto al forum Ambrosetti di Cernobbio a una domanda sull'uccisione di Davide Bifolco: «Ho sempre fiducia nel lavoro della magistratura per accertare le responsabilità. Se ci sono responsabilità penali e civili, chi le ha deve pagare».

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