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TENSIONE 7 Settembre Set 2014 0024 07 settembre 2014

Ucraina, a Mariupol esplosioni durante tregua

Bombardamenti vicino al confine con la Crimea. Almeno un morto.

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Un carroarmato nei dintorni di Mariupol presidia la strada per la Crimea.

Sembra già compromessa la fragile tregua in Ucraina tra le forze governative e i ribelli filorussi. Almeno una persona - una donna, secondo le autorità locali - è morta a Mariupol, nell'Ucraina orientale, dove già nella sera del 6 settembre ernao ripresi i bombardamenti dei ribelli filo-russi. La BBC e l'Associated Press hanno confermato i bombardamenti, i quali hanno anche distrutto un posto di controllo delle forze governative ucraine, mentre decine di automobili sono state viste abbandonare la città. La città portuale di Mariupol è strategicamente importante perché si trova sulla via tra l'Ucraina sud orientale e la Crimea, annessa alla Russia da gennaio 2014.
IN BILICO L'ACCORDO DI MINSK. Ha retto dunque solo poche ore la tregua scattata alle 18 del 6 settembre, sancita dall'accordo di Minsk tra Kiev e i ribelli filo-russi. I presidenti ucraino Petro Poroshenko e russo Vladimir Putin hanno avuto un nuovo colloquio telefonico in cui si sono detti soddisfatti di come le parti in conflitto rispettino 'globalmente' l'intesa. In effetti si tratta di un primo passo dopo un conflitto di 5 mesi che ha provocato 2600 morti e oltre un milione di profughi.
TENSIONE MOSCA-BRUXELLES. Parallelamente resta altissima la tensione diplomatica lungo la linea Bruxelles-Mosca, con il Cremlino che esplicitamente minaccia di reagire nel caso in cui l'Unione Europea dovesse confermare il nuovo pacchetto di sanzioni, del resto già decise e la cui formalizzazione è attesa lunedì. «Se la nuova lista di sanzioni della Ue entra in vigore - ha avvertito il ministero degli esteri russo - ci sarà sicuramente una reazione da parte nostra».
Così, in questa lotta di nervi, gli occhi restano puntati sul fronte, la martoriata zona dell'est russofono ucraino. Nel timore che, da Mariupol, l'incendio possa riprendere rapidamente su più vasta scala.
GLI EFFETTI DELL'EMBARGO. È chiaro a tutti che solo se la calma dovesse mai consolidarsi, nelle prossime ore potrebbe alzare la voce in occidente chi, sottotraccia, si è opposto a misure economiche che comportano certamente gravi danni all'economia russa, ma anche ingenti costi ai Paesi esportatori. Le ripercussioni delle misure restrittive già varate si stanno facendo sentire, gravemente appesantite anche dalle contromisure di Mosca su varie categorie di prodotti agroalimentari: a partire da un embargo per un valore stimato di oltre cinque miliardi di euro, di cui 200 milioni per l'Italia. Da qui le espressioni di scetticismo giunte dai paesi come Repubblica Ceca o Slovacchia.
PRONTE NUOVE SANZIONI. Attendendo di capire se la tregua verrà rispettata, nel mirino delle nuove sanzioni compaiono gli stessi settori già toccati il 31 luglio: il mercato dei capitali, la difesa, i beni a doppio uso civile e militare, le tecnologie sensibili.
BERLUSCONI DIFENDE PUTIN. Dopo quella che sembra una ripresa delle ostilità è arrivato anche il commento di Silvio Berlusconi, i cui rapporti di amicizia con il presidente russo Vladimir Putin sono noti da tempo. «A causa di una malaugurata carenza di leadership internazionale», ha detto il leader di Forza Italia, «si sta assumendo un atteggiamento ridicolmente e irresponsabilmente sanzionatorio nei confronti della Federazione Russa, che non può non difendere i cittadini ucraini di origine russa che considera come fratelli».
IL PAPA: «SFORZI PORTINO SOLLIEVO». Anche papa Francesco è tornato a parlare del conflitto in Ucraina: «In questi ultimi giorni», ha detto il pontefice all'Angelus, «sono stati compiuti passi significativi nella ricerca di una tregua nelle regioni interessate dal conflitto in Ucraina orientale. Pur avendo sentito oggi delle notizie poco confortanti, tuttavia auspico che essi possano recare sollievo alla popolazione e contribuire agli sforzi di pace duratura».

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