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SCENARIO 7 Settembre Set 2014 0700 07 settembre 2014

Corea del Nord, dall'esercito a Internet

Il regime punta a sviluppare capacità offensive 2.0.

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da Pechino

Il dittatore nordcoreano Kim Jong-Un.

Mentre la Corea del Nord deve fare i conti con il deterioramento delle propria forza militare convenzionale, per via di armamenti che iniziano a essere datati e della mancanza di risorse, l'attenzione del regime si sta spostando verso lo sviluppo delle capacità «asimmetriche», comprese quelle digitali.
IL RAPPORTO HEWLETT-PACKARD. L'ammonimento del generale Curtis Scaparrotti all'House Armed Service Committee del Congresso statunitense è una delle testimonianze riportate nell'ultimo rapporto della Hewlett-Packard sulla possibile minaccia rappresentata da Pyongyang nell'ambito della guerra cibernetica.
La Corea del Nord sta facendo grandi sforzi per sviluppare le proprie capacità nel settore, si legge nel documento intitolato Profiling an enigma: The mystery of North Korea's cyber threat landscape.
L'azienda informatica sottolinea le difficoltà nell'accedere a informazioni precise. Sia per le restrizioni imposte dal regime all'uso della Rete, sia perché ciò che si sa sulle capacità nordcoreane passa in gran parte dalle informazioni di intelligence raccolte da Stati Uniti e Corea del Sud, pertanto di parte. E, soprattutto, riguardanti un angolo di mondo ancora segnato da tensioni e dal permanere dello stato di guerra, formale, tra Pyongyang e Seul.
CYBERATTACCHI DA PAESI TERZI. Molti degli attacchi riconducibili alla Corea del Nord, commenta il rapporto, non partono tuttavia dall'interno del regime, ma da Paesi terzi. Dalla Cina, dall'Europa, addirittura dagli Stati Uniti e dalla Corea del Sud.
Uno dei punti sottolineati dal rapporto è infatti l'invio all'estero di agenti, collegati al Reconnaissance General Bureau (Rgb) il servizio cui fanno capo sia le operazioni tradizionali sia online, sotto cui ricadono anche i cosiddetti Ufficio 91 e l'Unità 121, ossia le due entità del regime incaricate per la ricerca e le intrusioni informatiche.
SPIONAGGIO NORDCOREANO. Sempre all'Rgb è riconducibile una rete di spionaggio diffusa in 30, forse 40 Paesi, spesso localizzata in luoghi insospettabili come bar e locali, i cui componenti inviano un totale di 100 milioni di dollari l'anno al regime. Rete usata inoltre per riciclaggio di denaro e traffico di droga.

Attacchi pirata attraverso i giochi online

Guardando alle reali capacità degli esperti di guerra cibernetica nordcoreani, il rapporto sottolinea come, nel 2004, il regime riuscì ad accedere a 33 delle 80 reti di comunicazioni wireless militari sudcoreane. Pyongyang cercherebbe inoltre di finanziare alcune attività con soldi sottratti agli utenti dei giochi online. Si parla nello specifico del gioco di ruolo Lineage. I giochi sono inoltre usati come mezzo per infettare computer del Sud e lanciare attacchi DDos, aggirando così le carenze nella rete nazionale nordcoreana.
OCCHIO ALL'OPEN-SOURCE. Con ironia è invece citata una pubblicazione della Cia in cui si spiega come le informazioni e la tecnologia open-source favoriscano gli sviluppi del settore informatico e «la sopravvivenza di uno dei regimi più riservati». Il Korea Computer Center, l'organismo governativo per le ricerche tecnologiche, mostra grande attenzione ai sistemi Linux, su cui è sviluppato il sistema operativo Red Star Os. L'istituzione è però anche coinvolta in operazioni clandestine di intelligence.

Il regime cerca esperti qualificati, a basso costo

Studenti nordcoreani.

NK News, portale specializzato sulla Corea del Nord, sottolinea l'attenzione di Pyongyang per la cyberwarfare, ricordando per esempio come lo scorso agosto il governo nordcoreano propose alla Russia Information and Computer Technologies Industry Association di fornire lavoratori qualificati - ma a basso costo - per le società della Federazione.
FORMAZIONE SCOLASTICA AD HOC. D'altra parte tra i punti citati dal rapporto HP è evidenziata l'attenzione del regime per l'istruzione e per l'insegnamento di scienza e matematica. Gli studenti di materie scientifiche si devono inoltre concentrare sulle lingue straniere: cinese, inglese e giapponese su tutte. Ogni anno la Command Automation University seleziona 100 tra i migliori allievi per un addestramento intensivo.
BENEFIT ALLE ÉLITE. Alle élite individuate tra questi programmatori sono poi riservati privilegi come la possibilità, per le famiglie, di vivere nella capitale o, considerata la natura del loro lavoro, la possibilità di accedere a Internet e non semplicemente all'intranet nordcoreano.

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