Jack Squartatore 140606170501
COLD CASE 7 Settembre Set 2014 2018 07 settembre 2014

Jack lo Squartatore, dopo 126 anni identità svelata grazie al dna

Fu Kominski, barbiere polacco immigrato.

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Illustrazione uscita su Illustrated London News all'epoca degli omicidi di Jack lo squartatore.

Ci hanno messo un po', ma alla fine il cold case per eccellenza è stato risolto, dicono.
Dopo 126 anni si sa chi era Jack Lo Squartatore, pseudonimo del serial killer che terrorizzò la Londra vittoriana.
Sarebbe un immigrato polacco, Aaron Kominski, giovane barbiere di 23 anni.
ERA UNO DEI SOSPETTATI. Il suo nome già all'epoca degli efferati delitti era comparso nella lista dei sospettati dalla polizia.
L'ispettore Donald Swanson, a capo delle indagini, scrisse di Kominski nei suoi appunti: è un ebreo polacco, di basso ceto, che vive con la sua famiglia a Whitechapel, la zona tristemente rinomata per i suoi quartieri degradati e teatro degli omicidi.
«HA GRANDE ODIO PER LE DONNE». Gli appunti donati dai discendenti di Swanson al Museo del Crimine di Scotland Yard nel 2006, includono anche un memorandum dell'assistente capo, Sir Melville Macnaghten, che di Kosminski disse: «Ha un grande odio per le donne... con forti tendenze omicide».
Ma la sua colpevolezza non venne mai accertata. Il killer morì impunito, nel 1899, in un manicomio dopo aver contratto la cancrena a una gamba.
TEST CONDOTTI SU UNO SCIALLE. La clamorosa scoperta è illustrata in un libro in uscita in Inghilterra, che ha fatto luce sull'identità dell'omicida di Whitechapel grazie a nuove analisi storiche combinate a test del Dna condotti su uno scialle che si crede essere appartenuto a una delle vittime del killer, Catherine Eddowes assassinata il 30 settembre 1888, e che l'autore del libro Russell Edwards ha acquistato ad un'asta nel 2007.
Lo scialle che ha permesso la ricostruzione dei fatti ha una storia interessante. L'indumento lungo oltre sette metri, ovviamente molto vecchio e danneggiato, era stato preso da un poliziotto sulla scena del delitto della quarta vittima di Jack, Catherine Eddowes, il 30 settembre 1888.
IL RIFIUTO DELLA MOGLIE SCHIFATA. Il sergente Amos Simpson chiese se poteva avere quell'indumento per la moglie sarta. Ma comprensibilmente, la moglie di Simpson reagì con orrore al pensiero di usare uno scialle insanguinato.
E così l'indumento venne riposto al sicuro, mai lavato, e tramandato di generazione in generazione, fino al giorno della sua vendita all'asta, a parte un paio di anni in cui l'indumento fu dato in prestito allo Scotland Yard's Black Museum.
MACCHIE DI SANGUE E SPERMA. Dalle macchie di sangue e sperma ancora presenti sullo scialle è stato possibile risalire al Dna di Catherine Eddowes e del suo assassino e confrontarlo con quello dei discendenti di entrambi.
E se è stata svelata la sua identità, non è ancora certo il numero delle sue vittime. Alla mano di Jack lo Squartatore vengono attribuiti con sicurezza gli omicidi di cinque donne nell'East London, fra l'agosto e il novembre del 1888.
Ma secondo molti il killer ha proseguito anche oltre, eliminando altre quattro donne sempre nella stessa zona. Quello che è invece certo è il modo in cui uccideva le sue vittime, tagliando loro la gola, per rimuovere indisturbato gli organi interni e abbandonare poi il loro corpo mutilato in vicoli bui. Ora si sa che il responsabile era un polacco.

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